Il dolore
Appello alle associazioni dei consumatori
Con le "calze da neve" fioccano le prime multe
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Moreno Mencarelli con le calze 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Il pasticcio delle ordinanze provinciali sull'obbligo delle catene da neve a bordo delle auto continua a produrre "effetti collaterali". Spunta fuori, infatti, un altro caso: quello degli automobilisti che, in buona fede, hanno comprato le cosiddette "calze da neve" nel periodo in cui gli scaffali dei grandi magazzini erano sprovvisti di catene e pneumatici invernali. A sollevarlo è il consigliere comunale dei Riformisti, Moreno Mencarelli. «E' successo - spiega Mencarelli - che con i primi controlli sono arrivate anche le prime delusioni. Le "calze da neve", infatti, sono dei rivestimenti morbidi da mettere sugli pneumatici per ridurre eventuali slittamenti delle ruote, ma non assolvono affatto alla funzione delle catene o delle gomme invernali. E così gli automobilisti che credevano di essere in regola si sono visti elevare le multe». «Va detto - prosegue il consigliere - che chi ha acquistato questi articoli lo ha fatto soprattutto nel mese di novembre, quando i magazzini erano rimasti sprovvisti di catene e negli scaffali accanto promuovevano questo altro tipo di accessorio. E' vero che, andando a leggere le istruzioni, c'è scritto che le calze (tra l'altro realizzate da una nota marca di prodotti per auto) "non sostituiscono le catene metalliche dove è previsto l'obbligo"; ma bisognava fare attenzione, appunto, al cartellino». Oltretutto non avevano neanche un prezzo tanto basso: quelle mostrate da Mencarelli sono accompagnate da tanto di scontrino da 64,99 euro. E allora, che fare? «Il mio appello - spiega il consigliere - è rivolto alle varie associazioni dei consumatori: le invito a prendere a cuore questo caso, che coinvolge davvero tanta gente, cercando di promuovere azioni comuni. Penso non tanto alla richiesta di un risarcimento, in quanto non mi pare di intravedere gli estremi per una truffa o per una vendita comunque poco chiara, ma almeno a promuovere la possibilità di una permuta. Insomma, restituire le "calze" al magazzino dove sono state acquistate con delle catene a norma».
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