Il Tirreno

Montecatini

Il tribunale è a rischio chiusura

Luca Signorini
Un’aula del tribunale di via Cavour e il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni
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Un’aula del tribunale di via Cavour e il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni

Allarme del sindaco: riassetti territoriali previsti nella Finanziaria

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 MONSUMMANO. La "Riorganizzazione degli uffici giudiziari", come viene intesa dalla manovra di luglio dell'ex governo Berlusconi e come fissata dalla legge delega presentata (a settembre) come emendamento alla stessa finanziaria, è sinonimo di soppressione e non di accorpamento. E porterebbe alla chiusura dei piccoli tribunali, compreso quello cittadino di via Cavour.  A lanciare l'allarme è il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni. L'obiettivo degli ex ministri Tremonti e Nitto Palma era (e rimane) quello di razionalizzare funzioni e servizi, creare meno caos e disagi (diminuendo le lungaggini burocratiche), ridefinire l'assetto territoriale, ridurre gli spostamenti di giudici e avvocati da una sede all'altra. Obiettivi che, secondo Vanni, sarebbero difficilmente raggiungibili con lo stop forzato dei lavori al tribunale di Monsummano e l'emigrazione delle cause alla sede centrale di Pistoia («In questo caso riorganizzare è inteso come sopprimere e non come accorpare»).  Per questo il primo cittadino presenterà stasera in consiglio comunale un ordine del giorno sul tema, e si riserva di coinvolgere gli altri territori interessati da una simile prospettiva. «Il tribunale di Monsummano è un servizio importante per circa 60mila persone residenti nei comuni di Monsummano, Pieve, Montecatini, Larciano e Lamporecchio - dice il sindaco - siamo molto preoccupati per una sua eventuale chiusura e per i disagi che ci saranno. Una commissione ministeriale, da qui a settembre, valuterà se sopprimere effettivamente la sede (la legge delega deve essere attuata entro 12 mesi dall'approvazione, ndr), con il mio documento voglio segnalare al consiglio comunale e quindi ai cittadini il progetto del Governo, voglio poi condividere la cosa con tutte le amministrazioni a noi confinanti, perchè i disagi riguarderebbero tutti».  Due sarebbero i problemi immediati: si perderebbe un tribunale di primo grado vicino, sul territorio e dalla perfetta logistica (l'edificio è circondato da un ampio parcheggio) e nascerebbe una nuova bega per il comune, proprietario della struttura che ospita la sede giudiziaria. «È un edificio di difficile rifunzionalizzazione e ridefinizione - continua il sindaco - è stato inaugurato nei primi anni Novanta proprio per collocarci il tribunale, è quindi ancora nuovo e pensato per una simile funzione (prima il tribunale era all'Osteria dei Pellegrini, ndr). In più, permetteva di seguire da vicino molte piccole cause, soprattutto civili che, in caso di un trasferimento di competenze a Pistoia, andrebbero a dilungarsi nell'iter e nelle sentenze».  C'è anche una questione "campanilistica" da tenere presente: in Valdinievole, a oggi, sono presenti due tribunali, entrambi sedi distaccate di Pistoia. Uno è a Pescia vicino all'ospedale: l'edificio, qui, è vecchio, poco funzionale e con zero parcheggi. L'altro è quello di Monsummano. Se proprio una delle due sedi deve essere chiusa - è il pensiero di Monsummano - meglio che non sia la sede più nuova, più grande, più luminosa, più tecnologica. Meglio ancora, comunque, che tra le due o l'una, non sia naturalmente nessuna.

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