Il Tirreno

Montecatini

L’obiettivo è impedirne la trasformazione in un centro commerciale

Ex mercato, arrivano le firme

Il vecchio mercato dei fiori
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Il vecchio mercato dei fiori

Mobilitazione del comitato Pescia 2030 per la struttura

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 PESCIA. Il conteggio è iniziato. Non il conto alla rovescia in attesa del nuovo anno, ma quello delle firme che il comitato Pescia 2030 è riusciuto a raccogliere in questi mesi in difesa dell'ex mercato dei fiori, opera architettonica considerata monumento nazionale il cui futuro però è messo a rischio dalla nascita di un nuovo centro commerciale. È proprio questa l'opera alla quale si oppone il comitato, nato dal basso, da un gruppo di cittadini attivi che vogliono difendere il patrimonio pesciatino.  Il progetto in questione prevede la costruzione di un nuovo supermercato con annessa una piazza coperta all'interno dell'ex mercato, un progetto della passata amministrazione che, proprio a un passo dalla caduta di Abenante, venne affidato alla Cmsa. La convenzione con quest'ultima venne firmata alla vigilia delle elezioni, blindando ogni possibilità di ripensamento da parte dell'attuale maggioranza. L'atto, infatti, prevede altissime penali da parte del Comune nel caso in cui quest'ultimo decida di far marcia indietro. La cifra si aggira intorno alle 700mila euro. Per questo anche l'amministrazione Marchi, dopo varie valutazioni, ha deciso di andare avanti con il progetto che, entrando nel dettaglio, prevede la riqualificazione dell'ex mercato dei fiori attraverso la realizzazione di strutture commerciali (alcuni negozi di vicinato e una struttura media di vendita), il recupero della piazza coperta, di quella esterna e dei locali interni, oltre alla realizzazione di alcuni parcheggi.  Il contratto prevede inoltre che al concessionario spetti la gestione e la manutenzione della piazza coperta e la manutenzione di quella scoperta. In cambio l'amministrazione riconosce alla cooperativa il diritto di superficie sulle aree interne alla struttura per ben 99 anni. A quanto pare, dopo alcuni incontri, la giunta Marchi è riuscita a ottenere qualche concessione in più rispetto a quanto previsto da una convenzione che molti, compresi vari membri dell'attuale amministrazione, hanno definito poco equilibrata, tutta a favore della cooperativa Muratori. Poca cosa per il comitato Pescia 2030 che non vuol veder sciupare un monumento nazionale con l'ennesimo centro commerciale, opera che potrebbe avere un impatto negativo sull'area: aumento del traffico anche pesante nel centro storico, ripercussioni sui tanti piccoli negozi della città, già soffocati dalla concorrenza dei supermercati esistenti.  Per tutte queste motivazioni il comitato non si è lasciato intimidire dalla convenzione di ferro ed è andato avanti nella raccolta firme, trovando i questi mesi anche l'appoggio dell'associazione Italia Nostra. A non spegnere del tutto la speranza c'è il fatto che manchi ancora l'accordo definitivo fra la cooperativa e il Comune, anche se in una recente intervista il vicesindaco Franco Baldaccini ha dichiarato che i lavori, che secondo le previsioni sarebbero dovuti partire a novembre, sono semplicemente slittati di alcuni mesi. F.M.

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