Il Tirreno

Montecatini

In mostra la storia del quartiere

Elena Guerri
La parrocchia del Corpus Domini ancora circondata dai campi
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La parrocchia del Corpus Domini ancora circondata dai campi

Al Corpus Domini 50 anni di Montecatini in foto

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 MONTECATINI. La storia della città, e di un quartiere, in una mostra fotografica. È aperta, alla parrocchia del Corpus Domini, una mostra fotografica che ripercorre tanti momenti importanti.  Momenti legati non solamente alla costruzione dell'edificio sacro e dell'annesso collegio Lari, ma anche all'evoluzione del quartiere di via Marruota, di via del Salsero e di Biscolla. L'esposizione, curata da Bruno Fortina, Roberto Pinochi e Marcello Bartoli, e finanziata dal Credito Cooperativo Valdinievole, vuole celebrare i 50 anni trascorsi dall'inaugurazione della Chiesa dei padri giuseppini, avvenuta il 30 luglio del 1961, grazie all'impegno profuso da don Egidio Lari.  I visitatori saranno proiettati in un periodo compreso tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, in un'epoca di profondi cambiamenti, in un'epoca di evoluzione verso la modernità, in un'epoca ormai così lontana da noi. Ecco quindi immagini in bianco e nero che, da un lato, mostrano l'edificio della parrocchia in costruzione, con il posizionamento della prima pietra, dall'altro ritraggono credenti durante la messa e bambini in processione durante la Comunione o la Cresima. E, ancora, alunni a scuola e ragazzi a catechismo. Inoltre l'osservatore rimarrà stupito nel riconoscere personaggi importanti in visita in città come l'onorevole Andreotti, il politico Aldo Moro e il presidente Gronchi. Vicino alle grandi autorità, però, ecco foto raffiguranti il primo tratto autostradale di Montecatini, l'antenato del distributore Shell chiamato "Rifornimento", l'ippodromo e la zona del silenzio. Infine vi sono scatti più tragici, che raffigurano l'alluvione del 1952, con parte della città completamente sommersa.  «È un'occasione molto bella e significativa per la nostra comunità - spiega don Pietro Rota - molte persone vedendo le fotografie riconoscono se stessi o i propri nonni o i propri parenti. Dopotutto chi non ha radici non ha futuro. Questa mostra vuol essere un modo per guardare al domani».  «Siamo riusciti a collezionare circa 7mila immagini grazie alla partecipazione della città - spiegano i curatori - se nei vostri cassetti, album o bauli avete foto antecedenti agli anni Sessanta siete invitati a portarcele. Noi le scannerizzeremo in pochi giorni e ve le restituiremo, così potremo dar vita ad una nuova mostra». La rassegna è aperta il sabato dalle 16 alle 18,30, la domenica dalle 9 a 12 e tutti i giorni in cui è aperto l'oratorio (fino all'8 gennaio).

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