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Montecatini

Il centrosinistra presenta un ordine del giorno dopo la strage di Firenze

Documento in consiglio comunale «No ai fomentatori di odio»

Piazza Dalmazia, il luogo della strage fiorentina
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Piazza Dalmazia, il luogo della strage fiorentina

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 PESCIA. Un ordine del giorno per dire no al razzismo e, in particolare, alla tolleranza, se non addirittura al sostegno, verso atteggiamenti xenofobi. È quello che sarà presentato nel prossimo consiglio comunale da Pd, Rifondazione e Pescia Democratica e ispirato alla recente tragedia fiorentina.  Una tragedia che ha le sue radici nella nostra provincia, visto che dalla Montagna Pistoiese arrivava Gianluca Casseri, il cinquantenne che in un rigurgito razzista ha sparato contro alcuni ambulanti senegalesi, uccidendone due prima di togliersi la vita. Una tragedia che, indirettamente, ha toccato anche Pescia, visto che proprio a Pescia è stata scattata una delle poche foto di Casseri, in occasione della simbolica occupazione del carcere di Veneri da parte dei militanti di CasaPound.  «Il grave fatto di cronaca occorso il 13 dicembre a Firenze, dove sono stati uccisi due cittadini senegalesi per mano di un cittadino pistoiese militante di Casapound - si legge sull'ordine del giorno presentato dalle opposizioni di centrosinistra - ci deve far riflettere sui rischi che atteggiamenti xenofobi razzisti, che alcuni partiti politici e movimenti politico culturali, prevalentemente di estrazione fascista, ma negli ultimi anni più attribuibili alla Lega Nord, stanno legittimando e sponsorizzando. L'insinuante concetto che tali linee di pensiero diffondono nella popolazione, di una crescente insicurezza e la paura che cittadini stranieri di diversa etnia vengano in Italia per usurpare diritti dei cittadini Italiani, il particolare momento economico e la sofferenza, in taluni casi la disperazione, che serpeggia in molte classi sociali, sfocia poi in atti inconsulti e criminali, come questo di Firenze. Ma anche come quello che si è verificato a Torino nei giorni precedenti, contro una comunità Rom, senza che ci fosse una reale ragione (che non avrebbe comunque giustificato tale atteggiamento, essendo l'Italia ancora uno stato di diritto), ma solo in virtù di una dichiarazione mendace che ha subito acceso la rabbia e l'odio di coloro che si trovano nelle condizioni mentali e sociali sopra esposte».  «Il Consiglio Comunale di Pescia - prosegue il documento - è ancor più responsabilmente chiamato a esprimersi su tali eventi, poiché l'assassino dei due senegalesi è pubblicamente ritratto (come partecipante) in foto di repertorio, riguardanti l'occupazione dei militanti di Casapound (che ci risultano avere anche sede a Pescia) ai danni delle carceri di Veneri, avvenuta alcuni anni fa».  Da qui la dichiarazione di intenti su cui viene chiesta la presa di posizione: «Il consiglio comunale di Pescia condanna fermamente l'atto omicida di Firenze e ogni manifestazione e aggressione xenofoba e razziale, richiamando, in maniera costruttiva, le aggregazioni di pensiero che stimolano questi atteggiamenti ad abbandonare toni e atti aggressivi ed escludenti».

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