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«Accuse in malafede»: CasaPound minaccia querele

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 PESCIA. CasaPound non ci sta, e minaccia querele.  «Le accuse di fomentare non si sa bene quali atteggiamenti pericolosi rivolte a CasaPound nel documento firmato da alcuni gruppi di opposizione in consiglio comunale sono del tutto ridicole e fuori luogo - dichiarano in una nota i responsabili locali dell'associazione - CasaPound Italia fa delle battaglie sociali e solidali il suo punto di forza, chi ci accusa di razzismo è sicuramente in malafede visto i numerosi documenti che testimoniano l'impegno nelle missioni umanitarie organizzate dalla nostra onlus "Solidarité-Identité" in Kenya, Birmania e Kosovo. Dove erano questi accusatori quando i militanti di CasaPound Valdinievole vendevano pandori a sostegno del popolo Karen, oppure spalavano fango nelle zone alluvionate della Lunigiana?».  «Vedere strumentalizzata una tragedia come quella di Firenze per legittimare questa fiabesca caccia alle streghe - prosegue l'intervento di CasaPound - è veramente deprimente, tra l'altro seguendo la stessa assurda logica potremmo accusare il Partito Democratico di essere contiguo a stupratori seriali e mafiosi, visti i casi di cronaca nera che hanno coinvolto un suo coordinatore territoriale romano e il sindaco di Campobello Messina. CasaPound per tutelare il buon nome della propria associazione si riserva di adire alle vie legali contro chiunque affermi falsità sul suo conto. Saremo inoltre presenti al prossimo consiglio comunale, ad ascoltare chi interverrà sull'argomento».

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