La protesta
COMMERCIO
La liberalizzazione degli orari mette a rischio la concertazione
David Meccoli
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MONTECATINI. Il premier Monti non lo può sapere, ma l'approvazione (ieri in Senato) della manovra del suo governo potrebbe generare una mezza rivoluzione sul fronte del commercio in Valdinievole (e in tutta la Toscana). La manovra prevede infatti una completa liberalizzazione del settore, dove chiunque (piccoli negozi di vicinato e grande distribuzione) potrà aprire a qualsiasi ora (anche 24 ore su 24) e in qualsiasi giorno dell'anno (in pratica tutte le domeniche e i festivi). Questo vanificherebbe gli sforzi di concertazione e gli accordi d'area faticosamente trovati un anno fa. E proprio per questo sono insorte le associazioni di categoria, mentre i supermercati stanno con le antenne ben drizzate. La Regione, che ha già presentato ricorso alla Corte Costituzionale ribadendo la propria potestà legislativa in materia di orari del commercio, in attesa di un pronunciamento ha messo mano a una contromossa dagli effetti più immediati, con l'obiettivo di confermare l'attuale normativa contenuta nel testo unico del commercio (che prevede alcune limitazioni agli orari e ai giorni di apertura dei negozi sulla base dell'area in cui questi sono ubicati). I Comuni rischiano pertanto di trovarsi stretti tra l'incudine (lo Stato) e il martello (la Regione) e di dover fare una specie di "scelta di campo" determinata dall'aver o meno aderito alla completa liberalizzazione. Così, quei Comuni che recepiranno le direttive del governo (e tra questi pare che ci siano Montecatini e Monsummano) genereranno scontento tra le associazioni (timorose che a beneficarne possa essere solo la grande distribuzione), mentre quelli che si schiereranno dalla parte della Regione rischieranno di vedersi impugnata l'ordinanza dai supermercati e, in caso di accoglimento, un risarcimento danni per mancati introiti.
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