La manifestazione
Trecento alloggi dagli hotel
Giovanna La Porta
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Lhotel Londra, uno dei tanti alberghi chiusi e in attesa di svincolo Approvato il nuovo regolamento per gli svincoli
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MONTECATINI. Circa 300 nuovi alloggi per un totale di 2.400 posti letto dimessi, sui 15mila globali presenti in città. E' la previsione contenuta, a proposito degli svincoli alberghieri, nella prima variante al piano strutturale adottata a maggioranza l'altra sera in consiglio comunale. Ad illustrare i dettagli è stato il dirigente Mario Damiani, dopo una presentazione dell'assessore Davide Ferretti. «Si tratta del 17% di decremento dei posti letto attuali, che oggi mediamente vengono sfruttati al 35% delle potenzialità», ha chiarito Damiani. Sul provvedimento si sono astenuti il Pdl e Moreno Mencarelli (Socialisti Riformisti). La minoranza, nel riconoscere molti pregi della variante, ha però rilevato che, proprio relativamente agli svincoli alberghieri, le modifiche inserite rispetto al precedente piano varato dalla legislatura Severi di fatto rischiano di stimolare la dismissione delle strutture. «E' una rottamazione autorizzata - ha chiosato Mencarelli - mentre la nostra città deve salvaguardare il patrimonio alberghiero. Occorre un compromesso tra la necessità di liberare gli imprenditori che, da anni, hanno chiuso le aziende, e l'esigenza di salvaguardare le basi della nostra cultura e della nostra economia. Propongo una tassa di scopo per le strutture alle quali verrà accordato di dismettere». Ferretti ha sottolineato che «dal 2004 ad oggi molte cose sono cambiate ed è stata avvertita dalla giunta l'esigenza di modificare i criteri, pur mantenendo precisi paletti». Spirito condiviso da Alessandro Sartoni: «Quando definimmo la logica dello svincolo alberghiero, volevamo contenere il numero dei casi. Le cose sono cambiate e si capisce perché Ferretti e Damiani si siano mossi in maniera più elastica. La città è piena di ruderi e di aziende che non ce la fanno più. Essenziale è interloquire con le categorie economiche più interessate al provvedimento». Critico il capogruppo del Pdl Riccardo Sensi: «Con questi nuovi criteri si chiude per dismettere. Basta aspettare cinque anni e arriva l'autorizzazione allo svincolo. Rischia di essere un incentivo alla cessazione di attività». L'incremento previsto del residenziale da recupero è di 30mila 900 metri quadri. La variante approvata comprende anche l'ex Prat (Piano di recupero dell'area termale), ora Ast, e l'introduzione della perequazione urbanistica. «La nuova Ast - ha dichiarato il capogruppo del Pd, Pietro Rosellini - permetterà una riqualificazione dell'area termale svincolando gli immobili non strategici. Dal 2004 non si metteva mano a una modifica degli strumenti urbanistici».
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