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Rischio dissesto in Comune La Corte dei Conti vuol vedere il bilancio passato

Nuovi elementi preoccupanti per il futuro dei conti del Comune di Pescia
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Nuovi elementi preoccupanti per il futuro dei conti del Comune di Pescia

In tempi strettissimi l'amministrazione dovrà fornire tutta una serie di atti sulle finanze dello scorso anno

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 PESCIA. È un Natale in cui c'è poco da stare allegri. Come era stato preannunciato la Corte dei Conti ha infatti deciso di mettere le mani nei conti del Comune. Dopo l'ultima pronuncia da parte dell'organo che ha il compito di controllare la gestione del denaro pubblico da parte delle amministrazioni locali, ecco che arriva una lettera con la quale si richiede all'ente tutta una serie di documenti relativi al bilancio del 2010. In particolare, viene richiesto al Comune di inviare «il rendiconto della gestione 2010».  Si tratta del documento «con il quale sono stati accertati i residui attivi e passivi insieme al documento che motivi il mantenimento o la cancellazione delle varie partite, l'ammontare dei fondi giacenti in tesoreria, gli atti riferiti ad eventuali operazioni di anticipazione di liquidità a breve e medio periodo, gli atti con cui sono stati riconosciuti i debiti fuori bilancio e anche il dettaglio dei debiti in corso di riconoscimento e l'attestazione dei dirigenti in ordine all'eventuale esistenza di potenziali passività arretrate, tutti gli atti dei revisori dei conti e le eventuali segnalazioni rese dal responsabile del servizio finanziario».  Insomma, l'intento della Corte è quello di fare un controllo importante, tanto che nella missiva si parla di "indagine trasversale" e il Comune dovrà anche sentirsi il fiato sul collo, visto che la Corte ha deciso di concedere all'ente non più di una manciata di giorni (entro il 23 dicembre) per inviare tutta la documentazione richiesta.  A questa lettera, inviata il 14 dicembre al sindaco, al responsabile del servizio finanziario e all'organo dei revisori, c'è da sommarsi il precedente documento della Corte, con il quale si poneva l'attenzione su alcune irregolarità relative al bilancio 2011. In particolare, il documento in questione era una pronuncia, un atto che la Corte adotta in caso di mancato rispetto degli obiettivi del patto di stabilità, dell'osservanza del vincolo previsto in materia di indebitamento e nelle ipotesi di comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria e di irregolarità grave, tenendo conto del fatto che la Corte considera "gravi" anche irregolarità contabili che, di per sé, non lo sarebbero, ma che costituiscono un rischio per gli equilibri di bilancio. In quest'ultimo documento la Corte incentrava l'attenzione sulla mancanza di alcuni documenti necessari per garantire la copertura dei debiti fuori bilancio attraverso l'accensione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, documenti che sono stati prontamente predisposti dall'amministrazione.  Restano però ancora tante criticità: il deficit da oltre un milione e mezzo di euro, circa 350mila euro di debiti fuori bilancio il cui riconoscimento è stato rimandato al 2012, il ricorso all'anticipazione di cassa (un atto che dovrebbe essere adottato in via eccezionale ma che invece è oramai divenuto sistematico). Una serie di problemi che fanno gridare al "dissesto" all'opposizione, anche se i presupposti, come ha recentemente detto il sindaco, «non ci sono». Il primo cittadino ha, anzi, dichiarato che «il bilancio verrà risanato in modo da poter al più presto ricominciare ad investire sulla città».

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