Il Tirreno

Montecatini

Una delegazione consegnerà al sindaco Bellandi copia della lettera inviata al Presidente della Repubblica

Salvate l'ippica: sit-in davanti al Comune

David Meccoli
Gabriele Baldi, rappresentante Anagt
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Gabriele Baldi, rappresentante Anagt

Stamani la manifestazione di protesta contro i tagli del governo al settore delle corse

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 MONTECATINI. Salvate il soldato Sesana. L'appuntamento è per stamattina alle 11 davanti al Palazzo comunale, quando tutto il variegato mondo che gira attorno all'ippica montecatinese si ritroverà per un sit-in di protesta contro i tagli decisi dalla manovra del governo. Tagli che, a detta degli addetti ai lavori, rischiano di portare il sistema dritto al collasso.  Guidatori, proprietari, autotrasportatori, artieri, dipendenti della società di corse e, si pensa, anche tanti appassionati. Si ritroveranno tutti sulle scale del Comune, a Montecatini come in tutte le altre città italiane sedi di un ippodromo. In molti avranno la maglietta "griffata" Lanfranco Dettori, che con lo slogan "Save Italian Racing" (salviamo l'ippica italiana), si è imposto sulla prestigiosa pista di Hong Kong.  «La nostra - dice Gabriele Baldi, presidente dell'Anagt, l'associazione che riunisce gli allenatori e i guidatori di trotto - sarà una manifestazione di protesta pacifica con l'obiettivo di coinvolgere in questo grave problema l'opinione pubblica. Abbiamo già avvertito il sindaco, Giuseppe Bellandi, che ci riceverà e al quale consegneremo la stessa lettera già spedita anche al Presidente della Repubblica, al presidente del consiglio e al ministro delle politiche agricole. Le nostre richieste si concentrano sul mantenimento almeno per i prossimi due anni dei contributi statali, per poterci dare l'opportunità di cambiare nel frattempo alcune regole sbagliate (come, per esempio, l'assenza di una raccolta unificata delle scommesse) e poter poi contare solo su noi stessi».  All'ippodromo Sesana ci sono attualmente tra i 200 e i 300 cavalli, ma se a questi si sommano quelli degli allevamenti e dei centri di allenamento dei dintorni si arriva a 700. Calcolando un lavoratore ogni 5 cavalli ci si può rendere conto di quale indotto occupazionale riesce a generare l'ippica nel territorio.

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