Il Tirreno

Montecatini

L’Officina Salmone (no profit) è molto attiva sul territorio

E tre ragazze si occupano di promuovere arte e cultura

Elena Pellicci dell’Officina Salmone
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Elena Pellicci dell’Officina Salmone

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 MONTECATINI. Il circolo Arci di Margine è anche servito come appoggio a diverse associazioni, sia che si occupino di temi umanitari o di promuovere l'arte e la cultura.  Fra queste, particolarmente attiva sul territorio è l'Officina Salmone, un collettivo no profit composto da tre ragazze che vanno dai 22 ai 27 anni, Elena Pellicci, Letizia Neri e Paola Giuntoli, che già a ottobre aveva organizzato una mostra d'arte con le opere di Alessio Piccinni. «L'esperienza con il circolo - spiega Elena Pellicci - è stata davvero fantastica. Siamo state accolte benissimo e sicuramente vogliamo fare ancora qualcosa con loro, visto che stando lì semplicemente a parlare nascevano nuovi spunti per diverse iniziative». Fortunatamente sembrerebbe che il vento stia cambiando anche al di fuori di queste eccezioni, che confermano una regola fatta di pochi spazi per i giovani e di poco interesse a eventi esterni a quelli meramente commerciali. Proprio l'Officina indica alcuni segnali di questo cambiamento. «Qualcosa si sta muovendo in questo senso - continua Elena - nella galleria in centro, dove prima c'era il Super Disco, per esempio, stanno allestendo degli spazi per artisti e per associazioni artistiche del comune. Questo è un segnale molto importante visto che erano decenni che ci eravamo dimenticati del ruolo culturale, oltre che turistico, di Montecatini, soprattutto in quanto si privilegia il contemporaneo, dando nuova linfa vitale al panorama creativo locale». Inoltre si è tenuta, proprio davanti al Comune, l'inaugurazione di una struttura temporanea di un artista, Giacomo Casprini, "scovato" dall'Officina Salmone. «Abbiamo pensato a lui perché è un ragazzo che lavora accumulando oggetti d'uso comune, ridandogli un nuovo significato tramite la luce. Ci è sembrata una perfetta metafora del ridare nuova luce a spazi nascosti, trascurati e che non si notano più, vuoi per incuria o per abitudine, nella nostra città». N.D.I.

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