Sicurezza
Per laccusa 500mila euro provenienti da un truffa furono usati per comprare un rustico
Soldi riciclati dalle Cayman
Pietro Barghigiani
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Dalle Isole Cayman i soldi sono transitati a San Marino sui conti degli indagati Due indagati in un'inchiesta a San Marino
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MONTECATINI. Aperta un'inchiesta della Procura della Repubblica di San Marino con due persone indagate con l'accusa di riciclaggio internazionale in concorso. L'indagine non è del tutto nuova, ma sviluppa un filone già toccato dall'operazione che nel maggio 2010 portò all'arresto della stessa donna indagata anche a San Marino e di un imprenditore immobiliare di Campi Bisenzio. Per quell'inchiesta è stato notificato l'avviso di chiusura a otto indagati, compreso il broker Alexey Kalinichenko, 32 anni, considerato la mente di una maxi-truffa in Russia del valore di 24 milioni di euro ai danni di 4mila risparmiatori, e i cui soldi sarebbero oggetto di riciclaggio. Nell'elenco figurano anche le due persone finite ora nel mirino dei magistrati sanmarinesi. Si tratta di Tatiana Matseneva, 39 anni, russa, residente in città e di Mirko Sterlino, 36 anni, domiciliato a Montecatini. Secondo la Guardia di Finanza, il 36enne, amico della russa, compagna del connazionale estradato in patria per truffa dopo una detenzione in Marocco, avrebbe avuto un ruolo determinante nel riciclaggio del denaro proveniente dalla Russia, usato per l'acquisto di prestigiosi beni immobili. Sterlino e Matseneva sono accusati di aver aperto un conto nella Banca San Marino Spa, agenzia World Trade Center, dove sarebbe stata accreditata, proveniente dalla società Progtune Advantage Ltd delle Isole Cayman, parte dei soldi ritenuti provento della maxitruffa. La Finanza ha scoperto l'esistenza di due bonifici, per complessivi 500mila euro, effettuati da Sterlino l'11 e il 23 ottobre 2006 dal conto di San Marino a favore del proprietario di un immobile a San Casciano Val di Pesa poi acquistato per 1,7 milioni di euro dalla Edificatrice Immobiliare Toscana Spa di proprietà di un imprenditore amico di Kalinichenko e della sua compagna, legale rappresentante della Aleta Srl, acquirente occulta del fabbricato. Oltre a quel casale (20 vani, piscina, giardino e 4mila mq di terreno agricolo), la magistratura nel maggio 2010 sequestrò anche l'appartamento in via Amendola, acquistato con 700mila euro ritenuti sempre provento del raggiro con cui sarebbe stata comprata pure una Porsche Cayenne da 60mila euro. Dopo la triangolazione Cayman-San Marino-Italia la Matseneva al telefono confidò a un'amica: «Lui (Kalinichenko, ndr) ha mandato i soldi sul mio conto corrente dal quale abbiamo pagato tutto. Il nome non appare da nessuna parte».
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