Il Tirreno

Montecatini

Possibilità di modificare la destinazione d’uso delle strutture dismesse dopo 5 anni la chiusura dell’attività

Ripartono gli svincoli alberghieri

L’assessore Davide Ferretti e a destra un albergo chiuso in centro: la nuova normativa contrasta il degrado urbanistico
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L’assessore Davide Ferretti e a destra un albergo chiuso in centro: la nuova normativa contrasta il degrado urbanistico

Domani l'assessore Ferretti presenta la variante al piano strutturale

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 MONTECATINI.E' pronta, e sarà presentata dall'assessore all'Urbanistica Davide Ferretti nel consiglio comunale convocato per domani pomeriggio, la variante al piano strutturale. Molti i punti di interesse, a cominciare dalle novità che riguardano gli svincoli alberghieri.  «Sono passati troppi anni dall'approvazione del Piano strutturale (era il 2004), pertanto l'amministrazione si è trovata nell'impossibilità di poter adottare il regolamento urbanistico, senza prima apportare i necessari aggiornamenti e modifiche al Piano strutturale attuale». Così l'assessore Ferretti introduce gli aggiornamenti «necessari per le modifiche normative che la Regione in questa materia ha apportato». Ecco le novità più rilevanti.  E' stato completamente riscritto l'articolo 15 delle norme tecniche di attuazione riguardante il patrimonio turistico/ricettivo, sia per quanto riguarda le possibilità di sviluppo che la dinamica degli svincoli alberghieri. «Le novità più significative - spiega l'assessore - sono costituite dalla possibilità di modificare la destinazione d'uso di strutture alberghiere dismesse trascorsi 5 anni dalla chiusura documentata dell'attività. Mentre per quanto concerne il titolo edilizio, in luogo del Piano di recupero, previsto sempre e comunque dalla precedente normativa, la destinazione d'uso potrà essere modificata fermo restando il possesso dei requisiti richiesti con un titolo edilizio diretto. E' previsto infatti il permesso di costruire convenzionato».  Il Piano di recupero nasce dalla necessità di procedere alla riqualificazione di situazioni di degrado, intervenendo con la definizione di un nuovo assetto della zona attraverso l'individuazione di opere di urbanizzazione, viabilità, parcheggi, verde e lotti edificabili. «E' per queste motivazioni che abbiamo ritenuto opportuno ricondurre al titolo edilizio diretto la possibilità di modificare la destinazione d'uso in relazione alla tipologia degli hotel».  Un'altra modifica importante è l'aver introdotto un termine cosiddetto " dinamico" (5 anni) per poter accedere allo svincolo, anziché 5 anni dalla data di approvazione del Piano strutturale che aveva fissato al 1998 la data limite di chiusura dell'attività, rendendo quindi impossibile il mutamento della destinazione a quelle strutture alberghiere che avevano cessato l'attività dopo tale data.  «Questo aspetto - chiarisce l'assessore - aveva senza dubbio contribuito ad accentuare una situazione di degrado e trascuratezza della città. Guardandoci intorno contiamo oramai molte strutture in stato di abbandono e in condizioni fatiscenti. L'impossibilità di riconvertire ad altra destinazione le strutture alberghiere dismesse metteva anche in forte crisi chi, con enormi sacrifici, continuava ad investire sui propri immobili per adeguarli al mutare delle esigenze della clientela. Le modifiche introdotte consentiranno di non perdere il controllo sulle destinazioni d'uso alternative, poiché il mutamento di destinazione d'uso, incidendo sul dimensionamento delle singole Utoe (Unità territoriali organiche elementari), sarà contingentato, guidato e controllato dal Comune».  Altra novità: l'articolo 63 che disciplinava il Prat è stato completamente riscritto, modificando l'acronimo da Prat (ossia Piano di recupero area termale) a Ast (Area di sviluppo termale). In particolare è stata esclusa la necessità di dover procedere con Piano particolareggiato esteso a tutta l'area, e quindi di ricorrere ad uno strumento che presenta problemi attuativi in quanto strumento di iniziativa pubblica. E' stata prevista la possibilità di procedere con piani attuativi di iniziativa privata che possono essere estesi a tutto il comparto termale degli immobili ritenuti strategici, oppure anche all'area comprendente un solo edificio termale ogni volta che vi sia la necessità di intervenire.

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