Il dolore
Debiti fuori bilancio: il sindaco replica alle richieste di dimissioni
«Nessun rischio di dissesto noi risaneremo i conti»
Francesca Maltagliati
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Il sindaco Roberta Marchi 2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. «È paradossale il fatto che prima ci venga richiesto a gran voce di far chiarezza sui conti del Comune e poi, quando i numeri vengono tirati fuori, si chiedano le dimissioni del sindaco e della giunta»: il primo cittadino di Pescia Roberta Marchi interviene sulle polemiche innescate in questi giorni sul bilancio comunale e, in particolar modo, sui debiti fuori bilancio. Proprio il provvedimento per il riconoscimento di quei debiti, dopo il parere negativo dei revisori dei conti, venne ritirato dallo scorso consiglio, sollevando forti critiche nell'opposizione. «In realtà - continua il sindaco - il riconoscimento dei debiti fuori bilancio può avvenire in qualunque momento. Anche perché tali debiti arrivano, per esempio, da sentenze di condanna, che non puoi prevedere quando arriveranno, o da eventi eccezionali come le calamità naturali. L'unico vincolo imposto dalla legge è che, nel momento in cui tali debiti vengono riconosciuti, vi sia la dovuta copertura finanziaria. È necessario che l'ente abbia una capacità d'indebitamento, capacità che il Comune ha, avendo ricevuto una valutazione positiva in tal senso». Così nel prossimo consiglio verranno riconosciuti debiti per un ammontare di circa 60mila euro, che non sono il totale dei debiti del Comune. Una buona parte, infatti, (354mila euro), verrà demandata al 2012: «La scelta di rimandare il riconoscimento degli altri debiti - - dice ancora la Marchi - è unicamente legata alla necessità di accertamento sulle somme da parte degli uffici competenti». Sulle richieste di dimissioni arrivate dall'opposizione e sulle paventate ipotesi di dissesto finanziario il sindaco è drastico: «Mi fanno ridere, per non dire di peggio, quelli che oggi chiedono le dimissioni, quando ieri mi veniva chiesto di far chiarezza. È chiaro che il riconoscimento dei debiti e dei problemi finanziari del Comune è la conseguenza della volontà di di non nascondere niente. Quando poi si grida al dissesto sarebbe meglio studiare un po' e sapere di cosa si parla. Perché venga dichiarato il dissesto di un ente servono dieci requisiti: il Comune di Pescia ne ha appena due. Noi risaneremo i conti e lo faremo nei tempi necessari per ricominciare a spendere e a investire. Non vogliamo certo mettere a posto il bilancio per poi far spendere i soldi agli altri».
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