Il Tirreno

Montecatini

Interventi sul rio Salsero tombato

Alessandro Sartoni, consigliere comunale del Pdl
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Alessandro Sartoni, consigliere comunale del Pdl

Il consigliere Sartoni chiede di finanziare le opere di ricognizione

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 MONTECATINI. A che punto è la manutenzione del rio Salsero? La domanda, quanto mai di attualità viste le recenti tragedie provocate dalle alluvioni in Lunigiana, alle Cinque Terre e a Genova, è contenuta in una interrogazione al sindaco del consigliere comunale Alessandro Sartoni. Che chiede di inserire un capitolo di spesa sul Piano triennale delle opere pubbliche già nel 2012.  «Come è noto ai più, magari non ai giovanissimi - spiega Sartoni - il rio Salsero passa dal cuore della zona termale, scende verso sud passando sotto via delle Saline e Largo Kennedy, poi sotto via Tripoli e rivede la luce nel tratto a sud del Largo Caduti nei Lager. Come per altri corsi d'acqua di piccola dimensione si dice, con un termine non proprio felice, che il rio è "tombato"».  Sartoni ricorda di essersi interessato come amministratore - «ma non direttamente, in quanto non avevo deleghe dirette a intervenire sul problema» - del problema quando, in due occasioni, in via Tripoli, di fronte alla caserma dei carabinieri, si crearono spaccature sul manto stradale. In uno dei due casi, nel 2004, fu colta l'occasione per verificare quale fosse lo stato del Salsero.  «Fotografie che dovrebbero essere disponibili presso l'Ufficio lavori pubblici - ricorda l'ex assessore - segnalavano chiaramente come già 7 anni fa, in via Tripoli, il letto del fiume si fosse alzato, la luce per il deflusso dell'acqua fosse progressivamente diminuita, gli elementi in cemento armato presenti sotto il livello stradale fossero in situazione di progressivo deterioramento. Chissà in che condizioni è in altre zone cittadine. In passato non mi pare che questo corso d'acqua sia mai stato fonte di preoccupazione, ma questo non significa che ignorare lo stato delle cose ci tenga tranquilli per gli anni a venire. A mio avviso, date le problematiche che decenni di incuria potrebbero improvvisamente creare, sarebbe opportuno programmare un intervento di studio, verifica e risanamento, appostando una cifra adeguata nel piano triennale delle opere pubbliche di prossima approvazione».  «Se non erro - prosegue Sartoni - la competenza e la responsabilità per la manutenzione dei corsi d'acqua "tombati" non ricade nell'ambito del Consorzio di bonifica del Padule, ma in quelle dei Comuni. Il Consorzio, per parte sua, con contratto d'appalto del settembre 2009 commissionò alla ditta Bicicchi di Camaiore alcuni interventi, ma tutti limitati alla zona del depuratore, della Camporcioni, dell'Autostrada A11; lavorando su argini, alveo e vegetazione nella zona a sud del centro abitato, e niente disponendo per il tratto a monte. Temo che da decenni non si siano mai messo mano al corso d'acqua nei tratti in cui passa sotto il centro e la zona turistico alberghiera. Capisco bene che si tenda a ricercare interventi a effetto, ad interessarsi della "Città del futuro", mentre più banalmente si farebbero cose di alto profilo e utilità dedicando adeguate risorsealla "Città del presente"».

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