Attenzione
Caccia ai conti bancari dimenticati
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Tra Montecatini, Pescia e Monsummano sono oltre cento i titolari di conti dormienti Se non vengono reclamati vanno allo Stato, decine i casi in Valdinievole
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MONTECATINI. È un po' come frugare nel portafogli e scoprire una banconota da 50 euro accartocciata in un angolo, rimasta lì da chissà quando. Soldi dimenticati (anche se ormai capita di rado), ma che di questi tempi sono quanto mai una lieta sorpresa. Ebbene anche le banche hanno dato un'occhiata al loro portafoglio depositi e hanno scoperto che oltre cento conti correnti intestati a cittadini di Montecatini, Pescia e Monsummano non vengono attivati dal 2001 e che pertanto da quest'anno possono essere considerati "dormienti". Sono libretti a risparmio, cassette di sicurezza, conti correnti, contratti di assicurazione, assegni circolari mai rimborsati, titoli azionari e obbligazioni su cui non è più stata compiuta alcuna operazione o per dimenticanza o magari perché appartengono a persone decedute. E sia che si tratti dei copiosi risparmi accantonati nel corso della vita da una nonna che ora non c'è più, sia che ci si trovi di fronte a poche centinaia di euro messe su un conto mai usato e poi dimenticato (come avviene nella maggior parte dei casi), sono denari che è bene reclamare prima che finiscano nelle casse dello Stato. La lista dei conti dormienti del 2011 è stata pubblicata sul sito della Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici che gestisce l'apposito fondo, che li ha ricevuti dagli istituti di credito. Questi ultimi ormai da cinque anni sono costretti a comunicare gli estremi dei depositi dormienti allo Stato, che a sua volta provvede a darne informazione. Ogni anno il numero di conti che entrano in dormienza si aggira intorno al milione, per un ammontare totale che oscilla tra gli 800 milioni e un miliardo di euro. Grazie alla Finanziaria 2006 periodicamente banche, assicurazioni e poste devono censire tutti i conti aperti e comunicare gli estremi (nome, data e luogo di nascita del titolare, istituto e codice identificativo del rapporto) di quelli non movimentati da 10 anni. Dallo scorso anno, peraltro, recuperare i soldi presenti sui conti è più facile. Se fino a due anni fa era necessario compiere un'operazione come un prelievo o un accredito entro 180 giorni da quando si era ricevuta la raccomandata che informava dell'esistenza del deposito pena la perdita delle somme, adesso c'è tempo fino a 10 anni per reclamare il denaro da quando il conto è diventato dormiente. Basta inviare un modulo di richiesta, reperibile sul sito www.consap.it, all'indirizzo Consap S.p.a.-Rif.Rapporti dormienti-via Yser, 14- 00198 Roma oppure tramite mail a rapportidormienti consap.it. Per informazioni è attivo anche un call center (06 85796444) nell'orario 9-17 dal lunedì al venerdì. Al modulo devono essere allegati copia di un documento di identità, copia del codice fiscale, eventuale certificato di morte del titolare nel caso in cui sia deceduto e siano gli eredi a reclamare il conto, copia del libretto di deposito o dell'assegno circolare e l'eventuale dichiarazione di qualifica di erede del titolare. Le domande saranno esaminate e potrebbe trascorrere fino a un anno prima di ottenere il rimborso.
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