La manifestazione
Dai Paesi nordici e dall’Europa dell’Est i ricambi ai clienti tedeschi, britannici e spagnoli
Il turismo parla straniero
Le presenze degli italiani crollate del 34% negli ultimi dieci anni
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MONTECATINI. In dieci anni la città ha perso più del 13% di presenze, tutte dovute al mercato nazionale (che crolla del 34%). E cambia anche la geografia delle provenienze, con i tedeschi e gli inglesi che perdono terreno, surrogati da francesi e russi. Spariscono anche le pensioni a due stelle, mentre vanno a gonfie vele le strutture più grandi. Sono i risultati emersi da un lavoro fatto dal Centro studi turistici per Confesercenti.
Quanti siamo. In città ci sono 206 strutture ricettive e 14.245 posti letto. Netta la preponderanza degli alberghi (180 con 13.434 posti letto) rispetto alle strutture extralberghiere (26 con 811 letti). Il 72% dell'ospitalità alberghiera provinciale è localizzato a Montecatini, dove ci sono solo 6 agriturismi e 14 affittacamere (oltre il 97% dei pernottamenti avviene in hotel). «Emerge - ha spiegato il direttore del Centro studi turistici, Alessandro Tortelli - una forte differenza con il resto della Toscana, dove la presenza extralberghiera è invece aumentata costantemente».
Crollo italiani. Dal 2000 al 2010 gli arrivi negli alberghi sono scesi del 4,9% e le presenze del 13,5%. In particolare a calare sono gli italiani (arrivi -24,9%, presenze -34%), mentre gli stranieri guadagnano (arrivi +7,4%, presenze +3%) e oggi sono il 66,3% del totale delle presenze (erano il 55% nel 2000). Il 2011 è stato però un anno di ripresa per il turismo (+8,6% le presenze).
Auf viedersen. Il mercato estero è radicalmente cambiato negli ultimi anni. Montecatini dà praticamente l'addio (o speriamo un arrivederci...) ai tedeschi, che dal 2002 al 2010 crollano del 39,3% sull'incidenza del totale delle presenze estere (contavano per il 26,2% nel 2002, oggi sono scesi al 15,6%). Tonfo anche dei britannici (-44,2%), che oggi sono solo il 5,1% del totale. Segni negativi anche per spagnoli (-17%) e olandesi (-9%). Il boom si è invece registrato tra i turisti provenienti dai Paesi nordici (la Danimarca è al 4,5% del totale con un +400%, la Svezia è al 2,8% con un +189%), e dell'est Europa (la Russia è al 5,5% del totale con un +39%, la Polonia è al 3,5% con un +119%). E tra i Paesi più "tradizionali" per il turismo cittadino si segnalano la Francia (10,4% del totale dei turisti esteri con un +26%) e gli Stati Uniti (9,5% con un +11%).
Pensioni chiuse. Interessante anche il dato sulle categorie. Le piccole strutture crollano in favore di quelle più grandi: nel 2010 le "case" a una stella incidono sul totale delle presenze solo per lo 0,3% e rispetto al 2001 hanno perso il 47%; gli alberghi a 2 stelle contano per il 5,3% e hanno perso il 53% in 6 anni; i 3 stelle contano per il 51,3% (-13% rispetto al 2002); i 4 e i 5 stelle contano per il 43,1% (+37%).
Prezzi a picco. La spesa media giornaliera di uno straniero in provincia di Pistoia è di 58,4 euro, contro i 61,8 del 2000 (-5%). Un dato negativo che contrasta nettamente con la tendenza in atto in Toscana (+13%) e in Italia (+12%).
Quanti siamo. In città ci sono 206 strutture ricettive e 14.245 posti letto. Netta la preponderanza degli alberghi (180 con 13.434 posti letto) rispetto alle strutture extralberghiere (26 con 811 letti). Il 72% dell'ospitalità alberghiera provinciale è localizzato a Montecatini, dove ci sono solo 6 agriturismi e 14 affittacamere (oltre il 97% dei pernottamenti avviene in hotel). «Emerge - ha spiegato il direttore del Centro studi turistici, Alessandro Tortelli - una forte differenza con il resto della Toscana, dove la presenza extralberghiera è invece aumentata costantemente».
Crollo italiani. Dal 2000 al 2010 gli arrivi negli alberghi sono scesi del 4,9% e le presenze del 13,5%. In particolare a calare sono gli italiani (arrivi -24,9%, presenze -34%), mentre gli stranieri guadagnano (arrivi +7,4%, presenze +3%) e oggi sono il 66,3% del totale delle presenze (erano il 55% nel 2000). Il 2011 è stato però un anno di ripresa per il turismo (+8,6% le presenze).
Auf viedersen. Il mercato estero è radicalmente cambiato negli ultimi anni. Montecatini dà praticamente l'addio (o speriamo un arrivederci...) ai tedeschi, che dal 2002 al 2010 crollano del 39,3% sull'incidenza del totale delle presenze estere (contavano per il 26,2% nel 2002, oggi sono scesi al 15,6%). Tonfo anche dei britannici (-44,2%), che oggi sono solo il 5,1% del totale. Segni negativi anche per spagnoli (-17%) e olandesi (-9%). Il boom si è invece registrato tra i turisti provenienti dai Paesi nordici (la Danimarca è al 4,5% del totale con un +400%, la Svezia è al 2,8% con un +189%), e dell'est Europa (la Russia è al 5,5% del totale con un +39%, la Polonia è al 3,5% con un +119%). E tra i Paesi più "tradizionali" per il turismo cittadino si segnalano la Francia (10,4% del totale dei turisti esteri con un +26%) e gli Stati Uniti (9,5% con un +11%).
Pensioni chiuse. Interessante anche il dato sulle categorie. Le piccole strutture crollano in favore di quelle più grandi: nel 2010 le "case" a una stella incidono sul totale delle presenze solo per lo 0,3% e rispetto al 2001 hanno perso il 47%; gli alberghi a 2 stelle contano per il 5,3% e hanno perso il 53% in 6 anni; i 3 stelle contano per il 51,3% (-13% rispetto al 2002); i 4 e i 5 stelle contano per il 43,1% (+37%).
Prezzi a picco. La spesa media giornaliera di uno straniero in provincia di Pistoia è di 58,4 euro, contro i 61,8 del 2000 (-5%). Un dato negativo che contrasta nettamente con la tendenza in atto in Toscana (+13%) e in Italia (+12%).
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