La manifestazione
Ucciso dalla meningite a 19 anni
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Vakaba Traorè e il sostegno dei compagni quando era in coma Non è mai uscito dal coma il calciatore ivoriano colpito dal virus
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MONTECATINI. La malattia ha vinto la sua partita finale contro Vakaba Traorè, il calciatore di 19 anni della Costa D'Avorio, a Montecatini da tre anni e in forza alla Civitanovese (serie D), colpito da meningite virale. Ieri mattina il destino non ha concesso al giovane la chanche del girone di ritorno. All'ospedale di Ancona è passato dal coma farmacologico alla morte gettando nella disperazione più nera i genitori, che vivono in città dal 2007, i cinque fratelli e i compagni di squadra. Il ragazzo, un centrocampista di talento che ha fatto le giovanili nel Montalbano, era in prestito alla Civitanovese, ma di proprietà dell'Ascoli calcio. La scorsa stagione aveva giocato nel Ponsacco, sempre in serie D. Sul sito della Civitanovese è apparso l'annuncio della società: «Il nostro Vakaba Traorè purtroppo non ce l'ha fatta. Ci tocca dare la notizia che non avremmo mai voluto scrivere. Nella tarda mattinata di oggi il cuore di Vakaba ha smesso di pulsare. L'annuncio è arrivato proprio nel mentre i compagni si stavano radunando per la seduta di allenamento. Attività sospesa. Alla famiglia di Vakaba le più sentite condoglianze per l'enorme tragedia». Traorè era ricoverato in coma farmacologico dal 28 novembre per l'aggravarsi dei malori che lo avevano colpito un paio di settimane prima. La prima tappa era stata in una clinica privata di Civitanova Marche. Poi, però, vista l'estrema criticità delle condizioni cliniche, era stato trasferito ad Ancona per essere sottoposto a un intervento alla testa e dove i genitori sono rimasti al suo capezzale fino all'ultimo giorno sperando in un miracolo che non c'è stato. Lo scorso 26 settembre era stato anche convocato nella nazionale under 19 del suo Paese, la Costa d'Avorio, per la partita contro il Gambia. I primi sintomi erano stati avvertiti lo scorso 13 novembre, prima del match contro l'Olympia Agnonese: Traorè non si era sentito bene. Dopo la visita al pronto soccorso dell'ospedale civitanovese era stato dimesso. Il verdetto dei medici era stato lapidario: «Il ragazzo non può giocare». Ma gli avevano diagnosticato una cistite. Quindi il ricovero, l'agonia in rianimazione e ieri mattina il sogno spezzato di una giovane vita. I familiari hanno chiesto copia delle cartelle cliniche.
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