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Stamani l’incontro con l’assessore alla Salute, Scaramuccia

«Non indebolite l'ospedale» Il comitato va in Regione

L’assessore regionale alla Salute Daniela Scaramuccia e un corteo a difesa dell’ospedale di Pescia
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L’assessore regionale alla Salute Daniela Scaramuccia e un corteo a difesa dell’ospedale di Pescia

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 PESCIA. Saliranno le scale della Regione i delegati del comitato "La Valdinievole per l'ospedale" per chiedere chiarimenti e avere risposte su quello che sarà il futuro del Cosma e Damiano. L'appuntamento con l'assessore per il diritto alla Salute, Daniela Scaramuccia, è alle 12. Agguerriti sono gli animi di chi, ormai da mesi, lotta per difendere l'eccellenza dell'ospedale pesciatino e che, dopo una raccolta firme che conta oltre 14mila sottoscrizioni, dopo manifestazioni, comunicati e incontri sul tema, non vuol più sentire le solite chiacchiere.  Rassicurazioni con cui si continua a dire che «la Regione non è intenzionata a smantellare l'ospedale» quando poi «i fatti - dice il comitato - fanno pensare a tutt'altro».  «Siamo determinati - dice Serena Fantozzi - a uscire dall'incontro con delle risposte certe. È bene che gli amministratori pubblici si rendano conto che lavorano per noi, che sono al nostro servizio e che quindi devono rispondere alle nostre domande, anche perché noi parliamo a nome di 14mila persone, certamente non a titolo personale».  Vari i quesiti che verranno posti all'assessore Scaramuccia, molti dei quali hanno riempito le pagine del nostro giornale nei mesi scorsi. Si parlerà, in primis, del piano di razionalizzazione della sanità provinciale, piano che tanto ha fatto discutere considerati i tagli previsti. Il comitato vuol sapere se tale razionalizzazione è stata preceduta da «un analogo piano di riassetto dell'organizzazione burocratica-amministrativa». In parole povere: saranno solo i reparti e i dipendenti a pagare, oppure qualcuno che siede ai piani alti vedrà decurtarsi una parte dello stipendio?  All'assessore si chiederanno rassicurazioni sul mantenimento dell'area materno-infantile come struttura di secondo livello. «È chiaro - continua Fantozzi - che non possiamo più permetterci ospedali fotocopia e che non possiamo pretendere che Pescia abbia tutti reparti d'eccellenza, ma non vogliamo nemmeno che a noi rimanga un ospedale brutta copia. Emodinamica era roba nostra. Cardiologia è uno dei nostri vanti, così come l'aria materno-infantile».  A queste domande se ne aggiungono altre: la richiesta di riportare il Cup all'interno della struttura ospedaliera, tempi certi per il trasferimento del centro prelievi, il perché dei ritardi nella realizzazione dei lavori di ristrutturazione. Nemmeno un cenno all'ipotesi della nuova struttura ospedaliera, idea da sempre messa in dubbio dal comitato.

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