Sicurezza
«Caccia i soldi», poi il pugno
Pietro Barghigiani
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La tabaccheria Colibrì rapinata sabato sera da due banditi Il racconto del tabaccaio picchiato e rapinato per 200 euro
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MONSUMMANO. «Quando li ho visti la prima impressione è stata quella di uno scherzo. Poi uno, il più basso, è arrivato fin dietro al banco e mi ha urlato due, tre volte "Caccia i soldi" sferrandomi un cazzotto al viso. Con il braccio sinistro mi sono riparato, ma è riuscito lo stesso a prendermi in faccia». Roberto Melani, gestore della tabaccheria Colibrì di via della Repubblica rapinato sabato sera, ricorda con la precisione di una sequenza da film i fotogrammi dell'irruzione subìta poco prima dell'orario di chiusura. Prosegue nel racconto: «Il bandito che mi ha colpito sotto il guanto aveva un tirapugni. Ho iniziato a perdere sangue dal naso. Sempre il solito malvivente ha preso i soldi dalla cassa ed è fuggito raggiungendo l'altro che nel frattempo era scomparso». I rapinatori sono scappati con 200 euro di bottino. Melani è rimasto con l'occhio sinistro pesto e un referto di 10 giorni. Ieri si è fatto visitare a Pescia e anche domani dovrà tornare dal medico. «Dall'occhio colpito vedo delle ombre - spiega -. Ho una lesione alla palpebra, ma non è nulla di grave. Resta l'amarezza per essere stato aggredito con una violenza che preoccupa. È la prima volta che subisco una rapina. A questo punto ho deciso di mettere le telecamere». I due banditi, entrambi bassi anche se uno tarchiato e l'altro smilzo, si sono presentati nella tabaccheria una manciata di minuti prima delle 20. «Hanno atteso che l'ultimo cliente uscisse e sono entrati all'improvviso - racconta Melani -. Ero girato di spalle rispetto al banco e quando mi sono voltato ho visto queste due persone con una calzamaglia in testa che indossavano dei giubbotti sportivi scuri. Lì per lì ho pensato a uno scherzo». Il malvivente più basso si è fatto avanti portandosi dietro al banco. E ha urlato al tabaccaio "caccia i soldi". «È l'unico che ha parlato - aggiunge il gestore -. Era italiano con una inflessione meridionale. Mentre chiedeva i soldi mi ha sferrato un pugno. D'istinto ho alzato il braccio sinistro limitando in parte la potenza del cazzotto che mi ha, comunque, colpito all'occhio sinistro. Sono stato spinto all'indietro cadendo sulle mensole che erano alle mie spalle. In cassa ha preso 200-250 euro e quando si è girato per scappare gli ho dato un calcio oltre a tirargli dietro il contenitore dove vengo lasciati i resti». Prima di concludere il colpo il complice era sparito. La moglie di Melani, in bagno durante la rapina, è uscita e ha visto il bandito che aveva aggredito il marito. Si è chiusa nella toilette e ha iniziato a urlare. «Quando il rapinatore è fuggito mi sono preoccupato per mia moglie - afferma il tabaccaio -. Sono corso da lei e mi sono assicurato che stesse bene. Solo allora mi sono accorto che stavo perdendo sangue dal naso e avevo le mani imbrattate. Siamo usciti fuori, ma i due erano spariti».
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