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Con il campanile restauro completato all'antica chiesa

Con il campanile restauro completato all'antica chiesa

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UZZANO. Con l'inaugurazione del campanile, ultimo tassello di un restauro che ha interessato tutto il complesso religioso negli ultimi anni, la chiesa del Castello è tornata per intero al suo antico splendore. Grazie ad un'imponente opera di restauro finanziata dalla Fondazione Caript la torre campanaria del tredicesimo secolo, simbolo religioso e civile, eredità storica di enorme pregio, ha recuperato le sue caratteristiche estetiche e strutturali.  Ieri mattina si è svolta l'inaugurazione all'interno della chiesa dei Santi Iacopo e Martino alla presenza di molte autorità: il prefetto Mario Lubatti, il questore Maurizio Manzo, il vescovo Giovanni De Vivo, il sindaco di Uzzano, Riccardo Franchi e, in rappresentanza della Fondazione Caript, Claudio Rosati. L'opera, dal costo di 182mila euro (per il solo campanile), ha compreso il recupero dei paramenti lapidei, in stato di evidente degrado, e la ricostruzione dei giunti che presentavano fenomeni di infiltrazione.

Inoltre è stato restaurato un antico affresco, rappresentante la Crocifissione, situato nella stanza che si trova alla base della torre.  «Uzzano castello è un piccolo gioiello del nostro territorio - ha detto il sindaco Franchi - e per i nostri concittadini è un motivo d'orgoglio. Quindi non possiamo che ringraziare la Fondazione Caript che, ancora una volta, non ha fatto mancare il suo appoggio in un progetto per valorizzare la storia e l'arte di cui anche il nostro paese è ricco».  «Grazie a questo restauro un patrimonio storico potrà essere riconsegnato nelle mani delle generazioni future» ha aggiunto il prefetto, che non ha mancato di citare la Costituzione e l'invito, contenuto in quest'ultima, a preservare e promuovere la cultura del nostro paese. Grande il ringraziamento alla Fondazione Caript da parte del vescovo De Vivo, che non ha nascosto le difficoltà economiche vissute dalla chiesa: «Mi dolgo di tutte le critiche che si sentono in questo periodo. La realtà è ben diversa da come la si vuol dipingere. È bene che si sappia che tutti i soldi che la chiesa raccoglie come offerte di carità, vengono spesi in opere di carità. Nella Diocesi di Pescia, ad esempio, si raccolgono circa 270mila euro l'anno in questo modo. Di queste ben 100mila servono solo alla mensa della Caritas.

I soldi che possiamo spendere per il restauro delle chiese e delle proprietà sono quelli che vengono dall'otto per mille, e non bastano per recuperare opere che sono un patrimonio di tutta la comunità».  Affermazioni, quelle del vescovo, che trovano conferma nella recente messa in vendita del Convento della Visitazione a Pescia. Una struttura storica, situata in piano centro storico, il cui prezzo non arriva nemmeno a mille euro il metro quadrato. «Dei restauri fatti negli ultimi anni in questo territorio - ha aggiunto De Vivo - - dobbiamo ancora avere dal ministero 300mila euro. Ultimamente per altre opere ci siamo esposti per 57mila euro, e vogliamo onorare al più presto questo debito, ma ci stanno lasciando sempre più soli».

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