Sicurezza
Arriverà energia dai rifiuti del Padule
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Il commissario del Consorzio di bonifica Gino BiondiBando per la realizzazione di una centrale a biomasse
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PESCIA. Un problema che diventa una risorsa. Tonnellate di erba tagliata che, invece di andarsi ad ammassare lungo gli argini dei fiumi o dentro questi ultimi, serviranno a produrre energia. L'idea, partita dal Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio e supportata dalla Provincia di Pistoia, è nello stesso tempo semplice e innovativa: quella di realizzare un impianto a biomasse per la produzione di energia attraverso il gas metano, impianto che verrà alimentato proprio dall'erba che viene tagliata lungo gli argini dei fiumi. «Attraverso la manutenzione ordinaria degli argini - spiega Gino Biondi, commissario del Consorzio - ogni anno tagliamo circa 50mila tonnellate di erba, che se rimangono lungo i fiumi, provocano non pochi problemi». Quest'ultimi vanno dal cosiddetto "effetto tappo", che va a influire sul regolare deflusso delle acque, ai costi di smaltimento di queste grandi quantità di erba, che devono esser considerate alla stregua di rifiuti. Quindi, dalla ricerca di un modo per riutilizzare tutta quest'erba, sulla scia di quanto avviene in Germania già da anni, è nato il progetto di un impianto a biomasse: «Un progetto - continua Biondi - in cui il Consorzio ha creduto molto fin dall'inizio». Quello che però adesso manca è il capitale. Di qui la necessità di trovare una società disposta ad investire. Già è stato emanato il bando europeo, che scadrà il 9 gennaio, per la ricerca di soggetti disposti ad entrare a far parte di una società mista, le cui quote saranno spartite fra il Consorzio stesso e la società che vorrà partecipare al progetto, il cui costo è stato stimato intorno ai 5milioni di euro e il cui rendimento annuo, secondo le stime fatte «dovrebbe aggirarsi - dice ancora Biondi - intorno ai 500mila euro l'anno». Un utile che in parte andrà a riempire le casse del Consorzio e che potrà quindi essere reivestito sul territorio. «Si tratterà di un impianto - spiega poi Franco Fambrini, direttore del Consorzio - da un megawatt, la cui localizzazione ancora non è stata decisa, poichò dovrà essere l'azienda che vorrà partecipare al progetto a proporre il sito, che comunque dovrà rimanere nel raggio di 70 Km». «Questo progetto - aggiunge infine Rino Fragai, assessore all'ambiente della Provincia di Pistoia - persegue degli obiettivi importanti da un punto di vista sia delle energie rinnovabili, sia della riduzione dei rifiuti. Possiamo dire che la realizzazione di questo impianto porterebbe alla chiusura del cerchio: viene fatta la manutenzione degli argini, si evita di produrre rifiuti impropriamente, si produce energia alternativa e si creano opportunità di lavoro nel territorio».
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