Toscana
La banda dellacetilene fa saltare la cassa continua del Credito Valdinievole
Sventrato lo sportello bancomat Ladri fuggono con 20mila euro
Pietro Barghigiani
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La cassa continua demolita nellesplosione 2 MINUTI DI LETTURA
UZZANO. Volevano essere proprio sicuri di sventrare il bancomat i banditi che ieri intorno alle 4,30 hanno scardinato la cassa della filiale di Uzzano del Credito Valdinievole. Lo hanno fatto saltare in aria utilizzando una carica di acetilene spropositata per il risultato a cui miravano. La deflagrazione ha provocato una devastazione delle strutture, anche murarie, con vetri infranti, la bussola di ingresso messa fuori uso e la cassa che è schizzata dalla parte opposta della filiale danneggiando una parete. Alla fine i malviventi hanno preso sui 20mila euro, ammesso che le banconote non siano state bruciate nello scoppio. Il conto delle riparazioni, ancora provvisorio, potrebbe raggiungere l'importo dal bottino. Il colpo. Chi ha agito lungo la via Lucchese sapeva come muoversi. Quando la gang è arrivata in zona come prima mossa ha spostato le telecamere esterne dell'istituto di credito. Una volta neutralizzate le sentinelle elettroniche in modo da non riprendere il campo d'azione, i banditi si sono diretti verso la cassa continua eseguendo la procedura per far saltare la parte metallica del bancomat. Occorre dosare bene ossigeno e acetilene. Una miscellanea errata può vanificare l'effetto desiderato. I ladri avevano un minimo di cognizioni chimiche e per non sbagliarsi hanno utilizzato una dose massiccia di gas esplosivo. Lo scoppio. Il bòtto consegna ai malviventi lo sportello bancomat aperto con tutto il suo contenuto. La porta a vetri in plexiglass subisce seri danni, così come le finestre vicine. Con l'aiuto di una mazza finiscono di scardinare il forziere fumante e arraffano quello che possono. Le indagini. Scatta l'allarme e con la vigilanza privata arrivano nel giro di tre minuti anche i carabinieri di Buggiano. Sull'asfalto accanto al bancomat demolito vengono trovati arnesi da scasso sui quali la scientifica ha già avviato un primo esame alla ricerca di impronte. Un colpo identico, per modalità e tempistica, era avvenuto sette giorni fa all'agenzia di Banca Intesa a Lammari.
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