Proteste
Partiti e associazioni allattacco dei sindaci dopo la proroga della gestione
«Tradito il referendum di giugno»
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I sindaci di Larciano e Lamporecchio durante la festa per la vittoria del sì al referendum 3 MINUTI DI LETTURA
MONSUMMANO. Resterà ai privati la concessione del servizio idrico dell'Ato 2: la decisione, presa martedì, sta scatenando feroci polemiche e accuse di tradimento del recente referendum che aveva bocciato la privatizzazione del servizio idrico. «La settimana scorsa - scrive Ivano Bechini di Sinistra per Lamporecchio - durante il dibattito sulla nostra mozione, affinché il sindaco Chiaramonte, con altri sindaci di piccoli comuni, si impegnasse a chiedere l'applicazione di una nuova tariffa dell'acqua dopo gli esiti del referendum di giugno, il primo cittadino sosteneva che, visto che siamo a un mese dalla chiusura per riforma generale dell'Ato 2 Basso valdarno, era tempo perso chiedere l'applicazione della legge ("Tanto siamo a chiusura di gestione"). Mai previsione è stata meno azzeccata. A una settimana da questa dichiarazione, dagli imbarazzi del Pd di Lamporecchio e relativa astensione (che non ha impedito l'approvazione della mozione), i rappresentanti dei poteri veri hanno deciso, senza il parere dei consigli comunali, di prolungare l'affidamento del servizio idrico a Acque spa, società mista pubblico-privata. È un atto gravissimo, che insulta la volontà della maggioranza dei cittadini che hanno votato sì al referendum sull'acqua. Da far notare che la decisione è stata presa all'unanimità dai sindaci dell'Ato 2, che in teoria ha funzione di "controllo del gestore" ed è a meno di un mese dalla sua scomparsa. Prendiamo atto che il sindaco di Lamporecchio al momento della votazione è uscito, ma è evidente che nessuno dei cosiddetti rappresentanti del popolo ha avuto il coraggio di alzare la testa contro chi gestisce il vero potere». Analoga presa di posizione da parte di Sinistra e Libertà che, in un suo comunicato, parla di rottura politica e sociale molto forte fra molti sindaci e i cittadini: «I sindaci dell'Ato 2 hanno di fatto prorogato le concessioni ai privati fino al 2026. Nessuna traccia nel piano di ambito di una volontà di ripubblicizzazione del servizio idrico toscano. Questo è un fatto gravissimo. Chiederemo conto del perché di questa scelta (fatta passare sotto silenzio senza un dibattito con le comunità locali), ai sindaci e al presidente della Regione Enrico Rossi (fra i primi, nel Pd, a schierarsi per il Si ai referendum). I referendum vanno rispettati, la volontà popolare non può essere ostaggio di scelte antidemocratiche». Di grave decisione, di violazione delle regole e di azione repentina parlano anche i presidenti dell'associazione Federconsumatori di Toscana, Pisa e Pistoia: «La Federconsumatori Toscana fa appello a tutte le forze sociali e ai cittadini perchè si contrasti questa grave decisione. Da parte nostra abbiamo attivato i nostri uffici legali per intraprendere le necessarie iniziative nei confronti del Tar e dell'Antitrust. Questi atteggiamenti sono inoltre in aperta contraddizione con quanto si sta muovendo in Toscana, con la proposta di legge della giunta Toscana che si muove in direzione dell'Ato unico regionale, e del possibile gestore unico. Come è conciliabile questo con la decisione dell'Ato 2? Qualcuno ne dovrà rispondere».
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