Il Tirreno

Montecatini

Chiesa in rovina Appello del parroco a Vescovo e Comune

Luca Signorini
Sopra la chiesa di Vangile in alto quella di Chiesina Ponziani
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Sopra la chiesa di Vangile in alto quella di Chiesina Ponziani

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 MONSUMMANO. Ci sono una casa parrocchiale di 100 metri quadrati su due piani e un'antica chiesetta di sì e no 90 metri quadrati. Fanno parte di un edificio fatto costruire nel 1600 da don Ponziani, al tempo di Santa Maria della Fontenuova. La casa, dalle fondamenta agli interni, è tutta ristrutturata (a breve verrà smantellato il cantiere). Il tempio sacro, invece, è disadorno e rovinato.  Per procedere al restauro serve un'autorizzazione scritta del Vescovo, monsignor Giovanni De Vivo, che però non arriva. Servirebbe, tra le righe, anche l'interessamento del Comune. Siamo a Chiesina Ponziani, frazioncina di 2mila anime della parrocchia di Cintolese. Ed è proprio Don Sergio, il parrocco, a sollevare la questione.  La casa parrocchiale. Stretta su due piani, è un gioiello architettonico con umili scalette in pietra e travi in legno massiccio sul soffitto. Acquistata dalla comunità di Chiesina Ponziani circa 12 anni fa per 40 milioni in lire, si presentava diroccata e fatiscente. Nel 2009, dopo diversi sopralluoghi della Sovrintendenza (l'immobile è vincolato), sono partiti i lavori di ristrutturazione, ora conclusi. Ci sono voluti più di 230mila euro (in essere c'è un piccolo finanziamento da estinguere) per dargli nuova luce: i soldi arrivano da fondi Cei (l'8 per mille), dalla Curia vescovile di Pescia e da una sottoscrizione tra i fedeli. «Potrebbe diventare un alloggio per il sacerdote oppure uno spazio dove fare catechismo e intrattenere i parrocchiani», dice Don Sergio.  La Chiesa. Qui, nella cappella attigua alla casa parrocchiale, la messa veniva celebrata fino a due anni fa. Poi con l'installazione del cantiere e l'inizio dei lavori (anche al tetto, che è unico per casa e chiesa) è arrivato lo stop alle funzioni per motivi di sicurezza. I parrocchiani, piuttosto controvoglia, si sono dovuti spostare nella chiesa di Cintolese. Il loro affetto verso la chiesetta è però aumentato: hanno finito per sbilanciarsi comunicando l'intenzione di pagare i lavori del restauro. Che, in rapporto all'investimento per la casa, richiede una cifra piuttosto modesta. Andrebbero ripulite e rilucidate le pareti, il pavimento e le cornici in pietra serena. «C'è un malcontento generale nella comunità - chiude Don Sergio - i parrocchiani vogliono una chiesa bella e agibile. Per i fedeli la cappella ha un valore affettivo molto importante, tanto che sono disposti a contribuire per rimetterla in funzione». La palla passa ora al vescovo. È lui l'unico in grado di sbloccare la situazione, sperando anche nel Comune.

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