Il Tirreno

Montecatini

Usura, prosciolti sette bancari

Pietro Barghigiani
Tutti prosciolti in tribunale gli imputati Per il Gup i bancari non hanno avuto alcuna responsabilità
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Tutti prosciolti in tribunale gli imputati Per il Gup i bancari non hanno avuto alcuna responsabilità

Erano accusati di aver prestato soldi a un imprenditore vittima degli strozzini

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 MONTECATINI. Tutti prosciolti perché il fatto non sussiste. È stato il gup del Tribunale di Udine Roberto Venditti a pronunciare la sentenza che solleva da ogni responsabilità sette tra funzionari e direttori di banca accusati di usura in concorso.  Sono stati assolti Tiziano Berti, 64 anni, di Pescia, all'epoca dei fatti in servizio alla sede centrale della Banca di Pescia; Nicola Gino Matteoni, 41 anni, residente a Tassignano, all'epoca direttore della filiale di Capannori della Banca di Pescia, entrambi difesi dall'avvocato Andrea Niccolai; Daniele Braconi, 52 anni, di Arezzo, all'epoca dipendente di Mps a Montecatini; Fabrizio Ceccantini (Mps) 54 anni, di Arezzo; Leonardo Quiriconi, 54 anni, di Monsummano, direttore del Credito Valdinievole; Domenico Vacca, 57 anni, di Pistoia, della Cassa di Risparmio di Pistoia, sede di Montecatini; Enrico Mariani, 45 anni, di Ponte Buggianese, funzionario del Credito Valdinievole. Decade anche la citazione a giudizio a livello civile per Monte dei Paschi di Siena, Banca di Pescia, Credito Cooperativo della Valdinievole e Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.  La vicenda risale a un periodo compreso dall'ottobre 2000 al settembre 2003 e ha visto come parte civile il geometra Giuseppe Paoli, 53 anni, originario di Segromigno in Piano e per anni residente a Montecatini dove aveva avviato un'attività di organizzazione di eventi e spettacoli, finito in mano agli strozzini, alcuni dei quali già condannati per episodi avvenuti a Udine.  Di qui la competenza territoriale del procedimento penale. Secondo l'accusa che portò al rinvio a giudizio dei funzionari, il sistema bancario, pur sapendo della grave condizione finanziaria di Paoli e dei prestiti ottenuti dagli usurai, continuò a fargli credito aumentando in questo modo l'esposizione debitorio che lo portò al fallimento e a subire l'esecuzione immobiliare su una quota di un capannone assegnata all'asta nei mesi scorsi. Per il gup non ci sono state responsabilità dei bancari.

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