Il dolore
Sequestrati dalla polizia 165 kg di marijuana nascosti in due magazzini
La droga viaggiava sul furgone
Pietro Barghigiani
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Alessio Rosellini e la droga sequestrata dalla polizia di Perugia In cella autotrasportatore accusato di traffico internazionale
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LAMPORECCHIO. È un autotrasportatore insospettabile dalla doppia vita quello che la polizia di Perugia ha arrestato, con l'accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, dopo aver concluso un maxi-sequestro di 165 kg di marijuana per un valore stimato intorno al milione e mezzo di euro. In carcere è finito Alessio Rosellini, 32 anni, incensurato, nato a Lucca e residente a Lamporecchio. Con lui è in cella anche Jovan Memaj, 27 anni, albanese, in regola con il permesso di soggiorno, di Assisi. Il carico. Lo stupefacente è stato rinvenuto in due momenti distinti dalla sezione antidroga della squadra mobile di Perugia, diretta da Marco Chiacchiera, e dagli agenti del commissariato di Jesolo. I primi 28 chili erano in un garage di Bastia Umbra (Perugia) e il resto, 137 chili, in un magazzino a Musile di Piave, nel Veneto. Le indagini. È stato seguendo i movimenti dell'albanese, da tempo sotto osservazione perché ritenuto uno spacciatore di discreto livello, che i poliziotti sono arrivati al garage di Bastia Umbra, dove l'albanese è stato visto entrare insieme all'autotrasportatore con uno scatolone. Quindi il blitz, e la scoperta di 28 chili di marijuana. Gli agenti hanno quindi ricostruito tutti i movimenti fatti dall'albanese i giorni precedenti. Controlli sono scattati in Emilia Romagna e nel Veneto. A Musile di Piave gli investigatori hanno rintracciato il capannone, all'interno del quale sono stati rinvenuti i 137 chili di marijuana. I ruoli. La droga, per un valore una volta sul mercato di circa un milione e mezzo di euro, era nascosta all'interno di scatoloni e buste della spazzatura. La polizia ipotizza che la marijuana possa provenire dall'Est Europa e che sia stata fatta arrivare in Italia via terra, per poi essere stoccata nel capannone della zona industriale veneta. L'albanese, 27 anni, da anni in Italia con regolare permesso di soggiorno, è considerato dagli investigatori un grossista della droga, destinata al mercato locale ma non solo. Rosellini, invece, lavorava come autotrasportatore per una ditta e - secondo quanto emerso dalle indagini - svolgeva il ruolo di "vettore", utilizzando il furgone a sua disposizione. Navigatore fatale. Dopo il sequestro nel garage di Bastia Umbra e l'arresto dei due per il trasporto e la detenzione della droga, la polizia, attraverso l'analisi del navigatore "Tom tom" che si trovava a bordo del furgone utilizzato da Rosellini, è arrivata al capannone di Musile di Piave dove sono stati trovati gli altri 137 chili di marijuana. Le indagini proseguono per individuare altri soggetti coinvolti nel traffico.
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