Sicurezza
Diabetologia: «Disagi a tempo»
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Lospedale di Pescia Il responsabile del reparto spiega i motivi della riorganizzazione
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PESCIA. «Puntiamo sulla qualità piuttosto che sulla quantità»: così il dottor Roberto Anichini, responsabile di diabetologia per l'Asl 3, interviene sulle polemiche legate alla nuova riorganizzazione del servizio. Una riorganizzazione che, come segnalato nell'intervento di uno dei medici del reparto, Giuseppe Fiore, sta provocando invece malumori tra i pazienti, fino a sfociare in momenti di autentica tensione. Da circa un anno, viene sottolineato nella replica Asl, oltre all'avvio del "Cronich Care Model" nelle Case della salute, per fornire ai pazienti cronici un percorso educativo e terapeutico, sono state uniformate le procedure di accesso tra i due servizi di diabetologia presenti negli ospedali di Pistoia e Pescia. «In particolare per quanto riguarda il Cosma e Damiano - spiega Anichini - la regolamentazione dell'accesso all'ambulatorio, l'introduzione della cartella clinica computerizzata, l'inserimento dei pazienti nel data base, ci ha permesso di sapere che in Valdinievole sono oltre 5mila le persone affette da diabete, e di confrontare questa incidenza con i territori vicini (per esempio nella zona Pistoiese i malati sono 6mila) e con le realtà regionali e nazionale e, soprattutto, sapere se i pazienti hanno ricevuto tutto quello di cui necessitano». Un sistema adottato da tempo a Pistoia, mentre a Pescia l'introduzione delle nuove modalità ha provocato attese più lunghe: ora, vieme spiegato, per una visita completa servono 15-20 minuti, per un controllo metabolico e le eventuali problematiche più urgenti poco meno di 5 minuti. E per questo, dal mese di gennaio, le visite di controllo passeranno da 30 a 20 al giorno. Anche l'introduzione delle prenotazioni al Cup hanno sicuramente rallentato gli accessi «ma a tutto vantaggio della trasparenza», sottolinea l'Asl: «Ora i cittadini hanno eguali possibilità di poter accedere al servizio di diabetologia di Pescia, mentre fino a qualche mese fa, con l'accesso diretto, potevano verificarsi delle discriminazioni». «Preferiamo puntare alla qualità del servizio piuttosto che alla quantità - aggiunge Anichini - e, dopo le prime difficoltà, l'utenza capirà che questa non è burocrazia ma un approccio sanitario nuovo da cui ci aspettiamo importanti risultati».
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