La manifestazione
Lassessore Maria Formica parla di un piano per «bonificare la zona e al tempo stesso darle un aspetto gradevole»
Parco ambientale e piste ciclabili all'ex discarica
Luca Signorini
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Unimmagine della discarica del Fosetto, la cui chiusura è prevista nel 2013 Il progetto del Comune di Monsummano in vista della chiusura dell'impianto nel 2013
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MONSUMMANO. E se la discarica del Fossetto, una volta terminato il suo ciclo di vita (che dura, ormai, da una trentina d'anni), venisse bonificata con la realizzazione di un'area all'aperto fruibile dalla cittadinanza? E' quello che stanno pensando in comune, a giudicare dallo studio preliminare per un "intervento di recupero paesaggistico e ambientale" approvato in giunta ad inizio mese. Perché il sito di smaltimento e trattamento rifiuti (ora gestito dalla Cooperativa muratori sterratori e affini) chiuderà i battenti per la fine del 2013, ed è quindi necessario adoperarsi per una ridefinizione degli spazi che siano il più possibile integrati con il territorio che li circonda. «Il ciclo d'incontri che abbiamo promosso in questi giorni - spiega l'assessore all'ambiente, Maria Formica - serve per sensibilizzare i cittadini sulla raccolta differenziata, anche in vista della chiusura dello stabilimento. Il progetto che abbiamo avviato intende sia bonificare la zona, sia dargli un aspetto gradevole. Ecco quindi l'idea di creare un parco giochi e piste ciclabili e di piantumare diversi tipi di alberi in più porzioni dell'area. Vogliamo implementare il tutto con le specificità del Padule di Fucecchio. La città deve riappropriarsi dello spazio». Cinque gli indirizzi pensati. Si parte dalla realizzazione di un nuovo reticolo idrografico dell'area del Fossetto limitrofa all'impianto (con lo spostamento del rio del Carro e la creazione di un paesaggio fluviale). Si continua con la realizzazione di un profilo di sistema collinare come quello che caratterizza Montevettolini. Poi la ricostruzione, lungo i rilievi artificiali, di ambientazioni specifiche e di una matrice paesaggistica simili a quelle della collina, con posa della prima pietra del Parco territoriale attraversato da una rete di percorsi ciclopedonali e da stazionamenti destinati al gioco (in sostanza una spazio verde aperto al pubblico). Infine, la sistemazione in alcuni punti di piante tipiche "con inserimento di formazioni a bosco di specie idonee per il recupero ambientale dei siti". Interventi che devono inserirsi, senza portare mutamenti, nell'habitat naturale del Padule.
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