Finanza
Denuncia del medico Fiore: i pazienti protestano ma anche noi siamo vittime della situazione
«Ospedale, operatori offesi e minacciati»
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Il medico Giuseppe Fiore 2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Operatori del pronto soccorso insultati con i pazienti che minacciano di chiamare i carabinieri per le lunghe attese. La denuncia arriva dal dottor Giuseppe Fiore, diabetologo al Cosma e Damiano e segretario provinciale de La Destra. Nel mirino del medico la riorganizzazione del servizio di diabetologia. Afferma: «La beffa sta nel fatto che siamo proprio noi operatori che, oltre a rischiare professionalmente, dobbiamo reggere l'urto della rabbia di quei pti con cui invece eravamo riusciti nel tempo ad instaurare un rapporto costruttivo e collaborante». Secondo Fiore in un tale contesto l'aria si è, in questi mesi, progressivamente surriscaldata per diventare esplosiva nelle ultime settimane giungendo ad infiammarsi negli ultimi otto, dieci giorni. «I pazienti hanno più volte dato segni di insofferenza, si è arrivati a proteste vibrate, minacce, paventate richieste di intervanto della forza pubblica, insulti, alterchi - rivela -. Il problema però è che tutto ciò, seppure comprensibile ed ampiamente giustificabile, avviene nei confronti degli operatori anch'essi vittime della situazione e pertanto provati, delusi e frustrati, tali e quali ai pazienti. Quindi, anch'essi più suscettibili del solito allo scatto se aggrediti ed offesi». Il 2 dicembre la situazione è esplosa con scene da Far West. Il medico denuncia di essere stato aggredito verbalmente «con inaudita violenza fatto oggetto di reiterati attacchi con salve di vituperi, pesantissimi insulti e gravissimi gesti che hanno sfiorato l'aggressione fisica non avvenuta solo grazie all'intervento di alcuni pazienti. Il tutto per futilissimi motivi di precedenza». L'esponente de La Destra chiede alla direzione dell'Asl se «è giusto che una struttura che funzionava dando un servizio decoroso debba venire "massacrata" per il puro capriccio di farne la fotocopia organizzativa di un'altra senza nessun rispetto né dei pazienti né tanto meno della professionalità degli operatori? Se così deve essere però bisognerà che gli ideatori della brillante operazione se ne prendano la responsabilità scaricando in modo palese ed esplicito gli operatori da ogni tipo di corresponsabilità al proposito e facciano in modo di tutelare l'incolumità, la dignità personale e professionale». Fiore domanda ai vertici aziendali «chi tutela utenti e operatori da episodi di "pratica non corretta" di sicuro più possibili in un contesto operativo così teso e congestionato venutosi a crearsi e di cui non c'era alcuna necessità».
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