Il Tirreno

Montecatini

Alluvioni: due cantieri al via

Francesca Maltagliati
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Lavori del Consorzio di bonifica sul fiume

Opere per 850mila euro sui due rami del fiume Pescia

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PESCIA. In un momento in cui sono quanto mai evidenti i danni causati in Italia dalla poca cura del territorio, consola sapere che in Valdinievole si continuano a investire soldi ed energie sulla sicurezza. Sono infatti già stati affidati, e partiranno a gennaio, i lavori per il rifacimento di due briglie sul Pescia di Collodi e per la ricostruzione di un argine del Pescia di Pescia. Del progetto sono responsabili il Consorzio di Bonifica e la Provincia che, nonostante le difficoltà, anche e soprattutto di tipo economico, insistono sulla necessità di non sottovalutare l'importanza di mantenere alta l'attenzione sui corsi d'acqua del territorio. 

I disastri consumatisi in Lunigiana, a Genova e a Messina proprio negli ultimi tempi dovrebbero insegnare.  «Le difficoltà - commenta l'assessore provinciale Mauro Mari - che gli enti pubblici devono affrontare sono sempre maggiori a causa della riduzione della capacità di investimento, dovuta alle minori entrate, ai minori trasferimenti dallo Stato e dalla Regione e al patto di stabilità, che vincola gli investimenti alle entrate correnti».  I lavori in questione ammontano a 850mila euro, di cui 360mila vengono dalla Provincia e 490mila dal Consorzio. La maggior parte dei fondi servirà al rifacimento delle due briglie, una in località Squarciabocconi, l'altra nella frazione di Collodi, a valle dell'abitato. Un'altra parte, circa 200mila euro, andrà invece spesa nella ricostruzione di un argine del Pescia di Pescia in località Pescia Morta.  «La creazione e il mantenimento delle briglie - spiega Franco Fambrini, direttore del Consorzio - sono fra gli interventi più importanti. Le briglie difatti garantiscono il regolare deflusso delle acque, rallentandone la corsa». Stessa importanza però riveste anche la cura degli argini, soprattutto in un territorio pianeggiante e densamente abitato come la Valdinievole, che è attraversata da importanti corsi d'acqua. «Un territorio a rischio - dice Gino Biondi, commissario del Consorzio - che per essere messo in totale sicurezza richiederebbe molti più soldi». 

Infatti è stata stimata intorno ai 70 milioni di euro la cifra necessaria a eseguire tutti i lavori per mettere in sicurezza le aree di competenza del Padule di Fucecchio. Di questi fino ad oggi sono stati spesi circa 2 milioni, una goccia nel mare. Eppure si continua a parlare dell'inutilità di certi enti e della loro soppressione: «Sicuramente ci saranno sprechi e si potrà far meglio - conclude Mari - ma non si può pregiudizialmente buttare tutto all'aria».

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