La manifestazione
Simbolo della montagna in pericolo
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Un bosco di castagni Sempre più diffuso l'attacco della vespa cinese ai castagni Appello di Legambiente per adottare anche qui la lotta biologica
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PESCIA. A rischio uno dei prodotti simbolo dell'agricoltura pesciatina: la castagna. A lanciare l'allarme è il circolo Valdinievole di Legambiente, che chiede al Comune di intervenire al più presto contro la cinipide del castagno, la cosiddetta vespa cinese, che ha preso di mira - apparentemente indisturbata - le foreste della Svizzera Pesciatina. Da qui la domanda che l'associazione rivolge all'amministrazione, per chiedere se, e come, si stia muovendo per difendere le proprie montagne. «I boschi di castagni dell'alta valle del Pescia - sottolinea Legambiente - stanno subendo un forte attacco dal cinipide già da 2/3 anni. Tutto questo porta, oltre a un peggioramento anche estetico del territorio, anche alla fortissima riduzione della produzione delle castagne e quindi della farina, del miele di castagno e così via, oltre a fare aumentare fortemente il rischio idrogeologico nella zona». Legambiente suggerisce anche quale strategia adottare, citando anche una serie di esempi, alcuni dei quali vicinissimi a noi: «La lotta chimica al cinipide è risultata essere fallimentare, ma è efficace la lotta biologica con un suo antagonista (il torymus sinensis), già messa in atto con successo in Giappone e Corea, mentre in alcune aree del Piemonte si è già riusciti a ridurre l'infestazione. Il torymus si inserisce dal primo anno di applicazione, ma spesso si hanno riduzioni consistenti della vespa cinese solo dopo quattro anni. In Toscana l'antagonista è già stato applicato in 23 siti fra i quali l'Acquerino, le Pizzorne, Villa Basilica, Marliana e così via. Perchè nella Valleriana fino a oggi sembra non essere stato fatto niente?».
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