Sicurezza
Il consorzio turistico Città di Pistoia teme effetti sulla competitività
«A contratti già sottoscritti un rincaro è inaccettabile»
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Il sindaco Giuseppe Chiaramonte 2 MINUTI DI LETTURA
LAMPORECCHIO. A quello dei più diretti interessati si aggiunge il no anche delle associazioni di categoria alla tassa di soggiorno. È il caso del consorzio turistico Città di Pistoia, che fa proprio lo slogan di Federalberghi-Confcommercio: «Tassa di soggiorno? No grazie». Secondo il consorzio, che rappresenta un centinaio di strutture turistico-ricettive di Pistoia, della collina e del Montalbano, «l'introduzione di questa vera e propria "gabella" a carico di tutti coloro che alloggeranno nelle strutture ricettive colpirebbe, fortemente, la competitività dei territori sui prezzi e sulle tariffe». «Territori - prosegue il Consorzio - già messi a dura prova dalla concorrenza di altre regioni e paesi stranieri, con inevitabili perdite di quote di mercato. Inoltre la tassa di soggiorno finirebbe con il gravare su chi alloggia nelle strutture ricettive tradizionali, trascurando tutte le altre forme di accoglienza, più o meno sommerse, nei confronti delle quali l'esazione e il controllo sarebbero di fatto impossibili e che così, paradossalmente, vedrebbero premiata la loro competitività. A tutto ciò si devono aggiungere problemi operativi e commerciali, visto che tutti i contratti 2012 con i tour operator stranieri sono già stati definiti e chiusi, senza la previsione di questo rincaro. Secondo gli operatori turistici locali esiste poi il rischio concreto che le risorse raccolte siano prevalentemente destinate a ripianare (e solo in piccolissima parte) i bilanci delle amministrazioni locali, piuttosto che investite in ambito turistico». C'è poi l'aspetto dela "macchia di leopardo", che, viene evidenziato, su uno stesso territorio finirebbe per favorire quelle località che la tassa non l'adottano. Non solo, ma secondo il consorzio si tratterebbe, in un certo senso, di un provvedimento "fuori tempo": «Uno degli obiettivi del neo governo Monti è quello di preservare il lavoro e le attività produttive dalla pressione fiscale, orientandola verso le rendite non produttive, applicando altre forme di tassazione (Imposta Municipale Unica, Ici prima casa). La tassa di soggiorno appare quindi in netto contrasto con tale indirizzo».
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