Il Tirreno

Montecatini

Una piazza stracolma per dare l'addio a Stefano Canitano

A sinistra la folla davanti la basilica della Fontenova
◗
A sinistra la folla davanti la basilica della Fontenova

2 MINUTI DI LETTURA





 MONSUMMANO. Gli amici hanno cominciato ad arrivare prestissimo, quando ancora la piazza era chiusa per il mercato appena finito. Gruppi di persone, soprattutto giovani, si sono diretti verso piazza Giusti, provenienti da tutte le parti. Una piazza surreale quella vista ieri pomeriggio, completamente svuotata di auto ma traboccante di persone, tutte riunite davanti alla basilica della Fontenova per dare l'ultimo saluto a Stefano Canitano, lo studente di 17 anni morto venerdì per le conseguenze di un incidente stradale. Tutte le morti, agli occhi di chi resta, appaiono ingiuste. Ma quella di Stefano, un ragazzo poco più che adolescente, con la voglia di vivere di chi ha quell'età, sembra ancor più ingiusta. Un ragazzo che regalava allegria a chi lo conosceva, un'allegria che si è trasformata in dolore.  "Un universo che scompare": così gli amici hanno definito la tragedia di Stefano, su uno dei tanti striscioni che avevano appeso in piazza, sulla facciata della basilica e davanti al monumento di Giusti. Davanti alla chiesa, intanto, continuavano ad arrivare parenti, amici, compagni di scuola del Sismondi Pacinotti con i professori. Alcuni in mano avevano dei palloncini, con il nome di Stefano, o con la sua foto. Centinaia di persone che hanno letteralmente riempito la piazza. Davanti alla chiesa poi un omaggio alla passione del ragazzo per i motori, con le auto elaborate degli amici. E anche uno striscione dello Juventus Club, la sua squadra del cuore.  Poi uno dei momenti più toccanti, l'arrivo della salma in chiesa, quasi una prova definitiva che quanto stavano vivendo i presenti non era un terribile incubo, ma una drammatica realtà. Impossibile riuscire a far entrare tutti in chiesa, troppe le persone presenti. Per questo la cerimonia è stata trasmessa sin sulla piazza attraverso gli altoparlanti, per permettere a tutti di essere partecipi.  Il parroco, nella sua omelia, ha citato il passaggio del Vangelo in cui Maria di Magdala assiste alla resurrezione di Gesù, in un messaggio di speranza e consolazione di chi oggi si sente derubato del sorriso di Stefano. Poi, dal pulpito, il ricordo degli amici e, infine, l'uscita del feretro, trasportato a spalla sino al cimitero. Un'uscita accompagnata da un lungo, sentito applauso, mentre dagli altoparlanti delle auto di fronte alla chiesa usciva una canzone rap, di quelle che Stefano amava tanto. Nello stesso momento verso il cielo, verso Stefano, hanno cominciato a volare i palloncini, in una testimonianza d'amore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa