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Montecatini

Ma dal Pdl pollice verso: «E’ un carrozzone inutile, a marzo l’azienda dovrà cessare l’attività per legge»

Società Parcheggi punta all'ex Lazzi

Giovanna La Porta
Il capogruppo del Pdl Riccardo Sensi, a destra l’immobile ex Lazzi
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Il capogruppo del Pdl Riccardo Sensi, a destra l’immobile ex Lazzi

Fanucci: «In bilancio 500mila euro di attivo e un milione per i lavori»

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MONTECATINI. Edoardo Fanucci, vice sindaco e "padre adottivo" della Montecatini Parcheggi, nel presentare in consiglio comunale il bilancio infrannuale (poi approvato a maggioranza) della partecipata, ne ha difeso con convinzione le funzioni e l'utilità. E non ha mancato di assicurare che l'obiettivo principale resta il rilancio dell'area ex Lazzi. Fanucci è il regista della metamorfosi dell'azienda: le ha allungato il nome, trasformandola in "Montecatini Parcheggi e Servizi", e ne ha ampliato l'oggetto sociale per accrescerne l'utile. «La cosa che ci stava più a cuore - ha detto - era salvare i sei posti di lavoro che, secondo la vecchia dirigenza, andavano tagliati. Abbiamo centrato l'obiettivo. Montecatini Parcheggi e Servizi chiuderà con un bilancio infrannuale di 500mila euro di attivo e circa 1 milione di euro vincolati per il recupero ex Lazzi. Un piano complicato e vincolato dai paletti della Sovrintendenza e delle Ferrovie. Non siamo rimasti a guardare: abbiamo lavorato per capire se è possibile scavare, effettuando carotaggi e altre operazioni tecniche. A giugno prevediamo un utile di 376 mila euro, grazie alle nuove attività di gestione dei bus e della segnaletica».  L'arringa di Fanucci è volta a dimostrare che la Mps è una società dinamica e in grado di crescere. Ma il Pdl non è d'accordo e vota contro. Per Giovanni Spadoni «è un carrozzone inutile. Il nostro capogruppo, Riccardo Sensi, già a fine 2009, aveva previsto che non c'erano i presupposti per il recupero ex Lazzi». Sensi ribadisce: «E' impossibile che una "in house" possa realizzare il progetto ex Lazzi. Questo genere di società, se non ci saranno deroghe, entro il 31 marzo 2012 dovranno cessare l'attività. L'articolo 23 bis, nonostante il referendum, è stato riscritto. Non saranno più ammessi affidamenti in house nei confronti di società a capitale interamente pubblico, per valori di servizio superiori a 900mila euro. Mi domando a cosa serva tenere fermo un milione in un periodo di grave crisi. Perché non pensare al sociale?».  Critici anche Andrea Gabbani e Andrea Quaranta (Pdl). «Quel milione - sostiene Quaranta - si può spendere meglio, magari acquistando obbligazioni delle Terme».  Moreno Mencarelli (Socialisti) fa i complimenti al nuovo presidente Pazzaglini, anche se poi non vota: «Mi è piaciuta la bozza del progetto, nonostante la mia avversione atavica per la Mps. Trovo positivo chiudere in attivo il bilancio».

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