Il Tirreno

Montecatini

Il cuore di Stefano vivrà ancora

Luigi Spinosi   Francesca Maltagliati
Il dolore degli amici in attesa a Careggi alla notizia del decesso Più a destra Stefano Canitano
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Il dolore degli amici in attesa a Careggi alla notizia del decesso Più a destra Stefano Canitano

Espiantati gli organi del giovane vittima di un incidente, domani i funerali

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 MONSUMMANO. Un addio nel segno della generosità. Domani, alle 15,30 alla basilica della Fontenova, si svolgeranno i funerali di Stefano Canitano, il ragazzo di 17 anni deceduto in seguito a un incidente stradale. Ma Stefano continuerà a vivere nel ricordo dei tanti che gli volevano bene, e non solo.  La scorsa notte infatti, prima dell'esame autoptico, si è svolto l'espianto degli organi, autorizzato dalla famiglia. Il cuore di Stefano regalerà la vita a un padre di famiglia siciliano, in attesa di trapianto. Un rene è stato destinato a un paziente in Lombardia, e altri organi invece hanno preso la strada dell'ospedale di Pisa per dare una speranza a tante persone. Un messaggio di generosità che si trova anche sui manifesti funerari, con l'invito a sostituire i fiori con offerte all'ospedale pediatrico Meyer.  È questo forse il modo migliore per rendere omaggio a uno studente così pieno di voglia di vivere. Così come il silenzio, contrappasso dell'allegria di Stefano, che caratterizzava ieri mattina i corridoi della sua scuola, l'istituto Sismondi Pacinotti.  Qui, ieri, si notavano i capannelli di studenti in religioso silenzio, privi dell'abituale allegria che di solito li caratterizza. Ragazzi che si abbracciavano con i volti tristi e gli occhi lucidi. Il dolore era immenso e palpabile, e sorprendeva come questi ragazzi, così giovani, riuscissero a esprimerlo con compostezza e dignità, in silenzio. Inutile provare ad avvicinarli, non se la sentivano di parlare.  Sono i professori allora a raccontare di questo ragazzo di 17 anni, il più giovane della sua classe, che avrebbe conseguito la maturità proprio quest'anno. Ci parla di lui Marco Panattoni, insegnante di impianti termotecnici, una materia fra le più importanti dell'indirizzo frequentato da Stefano: «Ci ha lasciato un vuoto enorme. Essendo un gruppo piuttosto limitato, solo 16 studenti, la classe è un po' come una seconda famiglia. Vedo questi ragazzi molte ore alla settimana, oramai da quattro anni e passo quasi più tempo con loro che con mio figlio per cui può immaginare cosa significhi. Era un ragazzone, bello, e sorridente, un gigante buono. Lo chiamavamo argento vivo per l'allegria e la vitalità che sprigionava. Il fatto ci ha lasciato due volte sgomenti, una prima volta quando abbiamo appreso del terribile incidente, quando ancora però c'era in noi la speranza che si potesse salvare, nonostante sapessimo delle condizioni gravissime. Poi quando abbiamo saputo che non c'era più niente da fare e che se n'era andato per sempre».  «Lo conoscevo da poco - fa eco Eva Creati, professoressa di lettere - perché sono qui solo da alcuni mesi ma Stefano era un ragazzo che si faceva (poi si corregge, perché non vuole parlarne al passato) si fa subito notare, con quel sorriso. Qualche giorno fa era venuto da me, per dirmi che martedì sarebbe venuto anche lui ad una conferenza sui laser a Prato, un'uscita scolastica. Mi ha detto "prof, martedì ci sarò anch'io". Così non sarà».  Ma il ricordo più commovente, arriva da un'amica. Si chiama Teresa, come la mamma di Stefano. «È difficile adesso - dice, con le parole che le si strozzano in gola e che la obbligano a fermarsi - Era sempre allegro e sorridente. Eravamo molto amici. Per me lui c'è sempre stato, ogni volta che ho avuto bisogno».  «Voleva diplomarsi - risponde alla domanda su quali fossero i sogni di Steano per il futuro - e poter lavorare, e poi mi ha sempre detto che avrebbe tanto voluto farsi una famiglia».  Tante le testimonianze di affetto che in queste ore stanno arrivando alla famiglia. Tra queste anche quelle dello Juventus Club Nedved di Monsummano (Stefano era un tifoso bianconero) che si stringe attorno ai tanti che stanno piangendo questo ragazzo.

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