Il Tirreno

Montecatini

Nuovi poveri, emergenza continua

Francesca Maltagliati
Consegna di beni alimentari e di prima necessità in un emporio della Caritas
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Consegna di beni alimentari e di prima necessità in un emporio della Caritas

Iniziativa del Banco solidale: anticipa i soldi per pagare le bollette

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 PESCIA. Sono allarmanti le dichiarazioni di coloro che in Valdinievole si occupano dei servizi sociali. Caritas, Società della Salute, Comuni, il coro è unanime: crescono i poveri, a ritmo incalzante.  Aumentano le richieste di contributi per affitti, bollette, libri scolastici, addirittura del 30% rispetto all'anno precedente. E le previsioni per l'anno prossimo sono anche peggiori. Forse non raccontiamo niente di nuovo, eppure c'è ancora chi continua a sostenere che i ristoranti sono sempre pieni e che la gente continua ad andare in vacanza. Sarà, ma le dichiarazioni di chi ogni giorno lavora sul territorio vanno in tutt'altra direzione.  Caritas. «Sicuramente - dicono alla Caritas diocesana di Pescia - la situazione è peggiorata. Abbiamo visto l'aumento di persone che ci chiedono aiuto perché hanno perso il lavoro o per pagare l'affitto, o anche l'aumento della frequenza con cui certi soggetti disagiati si rivolgono a noi».  Società della salute. «La precarietà del lavoro - spiega Lorena Paganelli della Sds - si è trasformata in disoccupazione. Abbiamo visto nel nostro territorio tante aziende che proprio quest'anno hanno avviato procedure di liquidazione, così tante famiglie che prima non avevano bisogno d'aiuto hanno iniziato a rivolgersi ai servizi sociali».  Il Comune. «La situazione - spiega Paola Michelotti del Comune di Borgo a Buggiano - è cambiata tantissimo rispetto all'anno passato. Ci sono sempre più famiglie in difficoltà, soprattutto quelle monoreddito che una volta riuscivano ad arrotondare con lavoretti a nero che adesso, vista la crisi, non trovano più».  Erano infatti alcuni dei settori più importanti del nostro territorio come il florovivaismo, la ristorazione e l'edilizia quelli che, seppur senza la giusta copertura contrattuale, davano lavoro, settori che però, come tanti altri, stanno subendo la profonda crisi economica. E a pagare sono sempre i più disagiati, quelli con contratti precari o addirittura senza contratto. «Quest'anno - continua Paola Michelotti - fino ad oggi nel nostro Comune sono stati erogati oltre 29mila euro solo per i contributi al pagamento di bollette e affitti».  Banco solidale. Sempre al Borgo siamo andati a trovare il Banco Solidale, organizzato dalla Pubblica Assistenza Avis, un servizio che da anni fornisce alimenti confezionati, ma dall'anno passato grazie ad una collaborazione con la Coop anche alimenti freschi, alle famiglie bisognose. È proprio il Banco Solidale ad anticipare a chi ne fa richiesta i soldi delle bollette, soldi che poi vengono rimborsati dai servizi sociali del Comune.  «È una novità - dice Aldo Teglia, responsabile del servizio - di quest'anno. Abbiamo visto che le famiglie ci facevano richiesta di aiuto per pagare luce, gas e spazzatura. Così abbiamo creato un fondo che ci permette di far pagare le bollette prima delle scadenze».  Per quanto riguarda invece gli aiuti alimentari sono circa 130 le famiglie di cui si occupa il Banco, quasi ogni giorno. Numeri che si attestano intorno a quelli dell'anno passato, ma non perché la richiesta non sia aumentata. «Abbiamo scelto - spiega ancora Teglia - di non prendere più di un certo tot di richieste. Vogliamo essere incisivi ed aiutare davvero le persone e per farlo non possiamo dire sì a tutti. Però le richieste sono aumentate».  I nuovi poveri. Non c'è un identikit di chi chiede aiuto: anziani soli, famiglie, italiani e stranieri. La crisi colpisce tutti coloro che si attestano in fasce di reddito basse, ma sempre più anche coloro che appartenevano al cosiddetto ceto medio. «Le richieste di aiuto al nostro Comune - dice la dirigente dei servizi sociali del Comune di Pescia, Luisella Gobbi - sono aumentate di circa il 30% rispetto all'anno passato. È il lavoro che sta subendo una fase drammatica. Ci sono sempre più disoccupati in fascia di età compresa fra i 40 e i 50 anni e che difficilmente potranno esser ricollocati».

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