Il Tirreno

Montecatini

Dal coma alla morte, addio Stefano

Pietro Barghigiani
Stefano Canitano e la disperazione degli amici al Cto dopo la notizia della morte dello studente
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Stefano Canitano e la disperazione degli amici al Cto dopo la notizia della morte dello studente

Troppo gravi le lesioni alla testa riportate nell'incidente d'auto

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 MONSUMMANO. Chi crede ai miracoli ha sperato fino all'ultimo istante. Il destino, però, ha preso un'altra strada. Stefano Canitano, 18 anni il 27 dicembre, lo studente finito in coma dopo l'incidente di martedì sera in località Poggioni a Cerreto, è morto. Ieri mattina il suo cuore si è fermato per le gravissime lesioni riportate alla testa nello schianto sull'Audi A3 da cui è schizzato fuori dopo vari ribaltamenti.  L'operazione alla testa eseguita per limitare gli effetti delle lesioni non ha portato i risultati sperati dall'équipe del Cto di Careggi dove Stefano è morto dopo neanche tre giorni di agonia nel reparto di neurorianimazione. La fibra forte di ragazzo in salute e dal fisico curato in palestra non è stata sufficiente per vincere la battaglia per una vita lasciata troppo presto.  Gesto d'amore. La famiglia ha autorizzato l'espianto degli organi e l'intervento è stato eseguito nel tardo pomeriggio di ieri. Stamani è prevista l'autopsia e poi il nulla osta per i funerali, la cui data verrà decisa oggi.  Una delle ipotesi è per martedì pomeriggio nella chiesa de Le Case a pochi metri dall'abitazione del ragazzo in via Nobel.  Gli amici. Quando hanno saputo del peggioramento delle condizioni di Stefano gli amici di Monsummano e i compagni dell'istituto Sismondi di Pescia si sono precipitati al Cto. In religioso silenzio hanno atteso insieme ai familiari dello studente il risveglio dal coma. In tarda mattinata è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire. E la speranza si è tramutata in uno strazio indicibile. Un dolore liquido negli occhi di amici e parenti che non ha lasciato spazio a commenti. Di fronte a simili tragedie le parole non restituiscono la disperazione provata da chi si vede strappare un affetto così caro.  Chi era. Stefano Canitano frequentava la classe quinta A dell'istituto tecnico Sismondi di Pescia. A giugno avrebbe conseguito il diploma di perito termico. Alto, fisico ben piazzato, lo studente era anche iscritto alla palestra "My club" dove si dilettava di boxe.  Nel quartiere era conosciuto e ben voluto da tutti. Alcune settimane fa aveva partecipato al video di sostegno alla candidatura di Marcello Crisafulli per entrare nella casa del Grande Fratello.  I familiari. Il giovane scomparso lascia il padre, Pasquale, agente della polizia penitenziaria a Pistoia e originario di Grassano in provincia di Matera, la madre Teresa Farris, origini sarde, operatrice sanitaria al San Domenico di Pescia e il fratello Leonardo.  Le indagini. Sulla dinamica del fuori strada, nel quale il conducente dell'auto, Giulio Di Santo, 40 anni, di Monsummano, ha riportato gravi lesioni, sono in corso gli accertamenti dei carabinieri di Cerreto Guidi. Tra gli elementi da valutare anche la velocità dell'Audi A3.

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