Il Tirreno

Montecatini

LO STRAZIO DEL PAPÀ

«Con i suoi organi altre persone potranno avere una speranza»

P.B.
Stefano in una foto d’estate
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Stefano in una foto d’estate

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 MONSUMMANO. «Con i suoi organi altre persone potranno avere una speranza di vita».  Pasquale Canitano è un padre che ha perso un figlio di quasi 18 anni.  All'ingresso dell'abitazione in via Nobel nel suo composto dolore trova la forza di intrattenersi con il cronista. Il suo sguardo è altrove, perso nel dare una risposta sul perché una disgrazia del genere sia dovuta capitare proprio alla sua famiglia.  «I medici ci hanno detto che la donazione avrebbe aiutato persone malate - spiega -. Ha pensato a tutto l'altro mio figlio. Scusi, ma non mi sento di dire altro».  Le voci che Stefano si fosse aggravato hanno iniziato a circolare a scuola prima che in paese.  «I ragazzi l'hanno saputo attraverso gli sms - afferma Cristina Brancoli, vicepreside del Sismondi -. È stata una mattinata davvero brutta. Le prime notizie erano quelle di un aggravamento. Poi è arrivata quella terribile del decesso. In occasione del funerale la scuola sarà di sicuro presente e faremo qualcosa per ricordare Stefano. Gli insegnanti che lo hanno avuto come allievo lo descrivono come un ragazzo allegro, buono e amato da tutti». Il preside Massimo Fontanelli ha autorizzato l'uscita anticipata di un'ora alle 12.  Un'insegnante che lo ha avuto alle medie ricorda lo studente scomparso come un bimbo d'oro, timido e generoso. Che ci ha lasciato troppo presto.

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