Sicurezza
Una Notte Bianca diversa dalle altre per animare la città
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Anche Pescia vuole la sua Notte Bianca, ma non si chiamerà così3 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. La voglia c'è e le idee non mancano. Quello che serve adesso è un progetto definito e strutturato e, poi, la parte più difficile, la ricerca dei fondi. Si è svolto mercoledì sera, alla sede del Rione Ferraia, il secondo incontro fra le associazioni di Pescia per l'organizzazione di una grande manifestazione per la città, una specie di Notte Bianca, che però non dovrà essere come quelle a cui fino a oggi ci hanno abituato le altre città della Valdinievole. A promuovere l'idea è stata l'associazione culturale Lucignolo, capofila di questa iniziativa che finora è riuscita a coinvolgere circa una ventina di associazioni, fra cui anche i quattro rioni e altre realtà oramai ben radicate nel territorio, oltre a vari commercianti cittadini. Unico grande assente, almeno finora, il Comune di Pescia, non per volontà propria ma perché non invitato. La vera grande novità, infatti, rispetto alle tante manifestazioni e notti bianche che hanno movimentato le serate di vari comuni del territorio è che a Pescia, al momento, le associazioni hanno fatto tutto da sole. L'esclusione del Comune però non va letta come una volontà di andar contro all'isituzione, anzi. A guardarla bene si potrebbe dire che il tentativo è quello di facilitarne il lavoro. Le associazioni infatti vogliono arrivare a cercare il sostegno del Palazzo del Vicario con un progetto definito, magari con tanto di rendiconto e sponsor già disponibili, in modo da non dover puntare troppo su un sostegno finanziario che, in tempi di vacche magre, difficilmente potrà coprire tutti i costi di quella che, almeno a parole, vorrebbe essere una notte speciale, unica nel suo genere. Le idee che mercoledì sono scaturite dalle menti dei molti presenti, infatti, sono sicuramente tante e ambiziose. Si è parlato di organizzare concerti e spettacoli teatrali, di coinvolgere associazioni artistiche che possano dar vita a mostre e istallazioni di vario tipo, magari utilizzando i tanti fondi purtroppo chiusi che ci sono in città. E ancora: di esibizioni sportive, spettacoli di danza, contaminazioni fra i vari generi artistici, fuochi d'artificio. A questo è da aggiungere naturalmente l'apertura serale di tutti i negozi che vorranno partecipare all'iniziativa e anche l'istallazione di punti ristoro. Ma c'è di più. Visto che questa fatidica serata dovrebbe svolgersi intorno alla fine di giugno (il 30 per ora sembra la data più idonea), periodo degli europei di calcio, non è da escludere l'ipotesi di uno o più maxischermi per seguire le partite. Tutta la città dovrà essere coinvolta. Chiese, musei e biblioteche dovranno restare aperti e magari ospitare eventi. Molti i dubbi sul nome da dare alla serata e sul fatto se scegliere o meno un tema principe. Quello che è certo è che non sarà "Notte Bianca", perché, altrimenti, addio alla novità. Il problema, non da poco, di questo grande progetto è che tra il dire e il fare, si sa, la distanza non è poca, e quello che alla fine si potrà realizzare dipenderà, oltre che dal benestare delle istituzioni, da un altro fattore non proprio ininfluente, sempre il solito: il vil denaro.
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