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«Un euro non fa la differenza»

Luigi Spinosi
Il sindaco Giuseppe Chiaramonte
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Il sindaco Giuseppe Chiaramonte

Il sindaco Chiaramonte sull'ipotesi della tassa di soggiorno

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 LAMPORECCHIO. «È un progetto al quale stiamo lavorando, non è stata fatta ancora alcuna scelta definitiva, e prima di farle vogliamo confrontarci con le categorie e prendere una decisione insieme. Per questo abbiamo già fatto un primo incontro preparatorio, e altri ne seguiranno»: così il sindaco Giuseppe Chiaramonte commenta la possibile introduzione, anche a Lamporecchio, della tassa di soggiorno. Si tratterebbe di far pagare una quota giornaliera ai turisti che alloggiano nelle strutture del territorio.  «Tutto sommato quest'idea è stata ben accolta, a parte qualche eccezione», commenta Chiaramonte riferendosi all'incontro che si è tenuto martedì scorso.  L'introduzione della tassa è un'ipotesi possibile, anzi, probabile, per cercare di rimediare ai tagli di bilancio operati dalla Finanziaria. Un'ipotesi che, secondo il primo cittadino di Lamporecchio, non aprirebbe gli scenari da tregenda paventati dalle associazioni di categoria e dall'opposizione (vedi intervento a fianco). Questo per il tipo di turista che frequenta il Montalbano: «Si tratta - ci spiega il sindaco - quasi esclusivamente di turisti stranieri, che ci scelgono per tutta una serie di fattori, che hanno un rapporto radicato con il nostro territorio». Insomma, la differenza di un euro in più o in meno non dovrebbe rappresentare, secondo questa lettura, un motivo di allontanamento: «Si tratta di turisti - continua Chiaramonte - con i quali spesso abbiamo costruito un rapporto nel tempo e che con il meccanismo del passaparola sono i primi a farci pubblicità. È una realtà che conosco, anch'io ho una piccola impresa agrituristica, e posso dire che quel che conta, per i nostri visitatori, è soprattutto la qualità dell'accoglienza».  Sì, ma con tutto l'amore per il Montalbano, questi turisti potrebbero scegliere altre località della zona dove quella tassa non c'è: «Questa è una sciocchezza - ribatte il sindaco - premesso che stiamo mettendo in piedi le procedure per diventare Comune turistico, noi non ci stiamo muovendo da soli. Il nostro ambito di riferimento è proprio il Circondario Empolese, e con questa realtà che, parlando di turismo, ci dobbiamo confrontare. E anche Comuni come Vinci o Cerreto stanno pensando di introdurre questa tassa».  Tassa che, con una media di un euro a turista, dovrebbe portare quasi 140mila euro in dote al Comune: «In realtà la somma esatta deve essere ancora calcolata. Questa che ho buttato lì, in occasione della riunione, è una cifra indicativa, basata sul fatto che l'anno scorso abbiamo avuto 136mila presenze. In realtà, se la tassa arriverà, si calcoleranno misure diverse. I campeggi pagheranno un po', gli alberghi più lussuosi un po' di più. Ma, ripeto, è ancora tutto da decidere».

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