Attenzione
Tra i beni colpiti in calo mobili e tv, aumentano le trattenute su conti correnti e stipendi
Debiti, sei pignorati al giorno
Pietro Barghigiani
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Fascicoli di recupero crediti in una cancelleria civile Rispetto al 2005 le azioni legali sono cresciute del 34 per cento
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MONTECATINI. Ogni giorno sei persone subiscono un pignoramento per debiti. L'anticamera del default personale passa dalla cancelleria delle esecuzioni mobiliari del Tribunale di Pistoia dove la fotografia di una crisi al galoppo è nitida nello scorrere i numeri dei fascicoli depositati dai creditori che rivogliono i propri soldi. È in progressione geometrica l'andamento delle esecuzioni mobiliari con un più 34,5 per cento sul valore del 2010 rispetto ai dati del 2005. Un trend in ripresa dopo un momentaneo rallentamento registrato nel 2009. I numeri. Nel 2005 le pratiche furono 1686 con una media di 140 esecuzioni al mese; più 11 per cento nel 2006 con 1873 fascicoli (156 al mese); incremento del 2,7 per cento nel 2007 con 1924 esecuzioni richieste (160 mensili); aumento del 13,4 per cento nel 2008 con 2182 posizioni (182 al mese); calo dell'8,2 nel 2009 che si è chiuso con 2001 iscrizioni di vendite mobiliari. Il picco arriva nel 2010 con 2267 procedimenti che segnano un più 13,3 per cento sull'anno precedente. I dati parziali al 17 novembre riferiscono di 1960 posizioni aperte per una media giornaliera di 6,2 azioni legali in linea con il 2010 e in rialzo se confrontate alle 5,4 del 2009 e alle 5,9 del 2008. Gli importi. Non sono cifre impossibili quelle che vengono reclamate dai creditori attraverso il Tribunale e, in ultima istanza, con il braccio esecutivo dell'Istituto Vendite Giudiziarie. Si va da debiti di poche centinaia di euro a un massimo di qualche migliaia di euro. Stipendi nel mirino. Una prassi che sta conoscendo un ampio successo nel fronte dei creditori è il pignoramento presso terzi. Si tratta di bloccare fino a un quinto i crediti del debitore. «Sono sempre di più le pratiche in cui si fa ricorso a questa procedura - spiegano alla cancelleria delle esecuzioni mobiliari -. I conti correnti e gli stipendi sono i beni mobili più colpiti». Mobili addio. Quando l'esecuzione arriva alla fase conclusiva entra in gioco l'ufficiale giudiziario che bussa alla porta del debitore. È il momento più doloroso quando vengono passati in rassegna i beni da pignorare. La tipologia non cambia. Si va dal televisore al videoregistratore, dal divano alla credenza, dal salotto con tavoli e sedie ai mobili per ufficio. In caso di bar e ristoranti ci sono gli arredi, i banconi, quello che resta della cantina. I mobili si vendono male. Di questi tempi si spende meno a comprarli nuovi nei grandi magazzini. E anche i pezzi hi-tech, continuamente superati dagli aggiornamenti tecnologici, non hanno più grande mercato. I rinvii. Per i debitori esiste la possibilità di chiedere una rateizzazione con il giudice che può arrivare a concedere anche fino a cinque rinvii. Quando il bene rimane invenduto anche con l'asta al miglior offerente senza più un prezzo base ribassato del venti cento, l'Ivg scrive al debitore invitandolo a riprendersi l'oggetto pignorato. La casistica vede solo rari episodi di beni recuperati. Nella stragrande maggioranza i debitori non si presentano. Le speranze sono svanite.
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