Sicurezza
Dal Comune un duro colpo a una realtà in crescita
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Sull'intenzione del Comune di Lamporecchio di introdurre la tassa di soggiorno sono sono doverose alcune considerazioni, anche alla luce dei dati del sindaco sulla validità del progetto, che dovrebbe far confluire nelle dissestate casse del comune circa 140mila euro, quale "misura antidepressiva di reazione propositiva e rimedio" ai tagli apportati dal governo. Il nostro Comune, infatti, anche il prossimo anno sarà tra i più penalizzati dell'intera regione dalla scure del governo, con un taglio alla spesa pari al 24% circa (in soldoni circa un milione di euro), e ciò non certo per antipatia verso gli amministratori, ma perché questi non si sono dimostrati virtuosi avendo mancato il rispetto del patto di stabilità nel 2007. Se è vero che Lamporecchio conta ben 140mila presenze annue di turisti (80mila delle quali conseguite dal solo campeggio di San Baronto), è chiaro che il trend è in crescita e che l'azienda turistico ricettiva può essere considerata una delle poche realtà positive del paese, dove trovano lavoro molte persone e con effetti positivi sull'indotto. Per comprendere infine come la tassa sia da considerare iniqua basti pensare che danneggia soprattutto la fascia di turisti che scelgono una vacanza a basso come quella in campeggio, spendendo circa 10 euro giornalieri, con i gestori che dovranno giustificare un aumento di spesa pari al 10%. La scelta fatta dall'impavida giunta ha il sapore dell'esigenza di cassa, ma con un'occhio anche alla convenienza politica: l'amministrazione, per esempio, avrebbe potuto rivedere a rialzo l'Irpef, chiedendo un piccolo sforzo a tutta la comunità, scelta senza dubbio più equa ma che, altrettanto sicuramente, avrebbe attirato gli strali dell'humus elettorale di centrosinistra. Visto che in tutta la Valdinievole solo Lamporecchio, con l'unica compagnia di Montecatini, ha deciso di imporre il nuovo prelievo (quando anche gli stessi comuni di Vinci e Cerreto non se lo sognano nemmeno), si rischia di veder migrare molti degli attuali visitatori in lidi confinanti. Dobbiamo constatare che le aziende del settore commerciale e turistico di Lamporecchio, già tartassate dagli aumenti per la raccolta rifiuti porta a porta, dovranno anche stavolta sudare le famose sette camicie per far quadrare i conti e cercare di essere ancora concorrenziali. Ma in tutto questo, la Confcommercio come ha intenzione di relazionasi per la tutela dei suoi associati locali? Si limiterà solo a laconici comunicati stampa oppure cercherà tutte le strade per evitare l'istituzione della nuova tassa che danneggerà l'immagine dei suoi associati oltre che le loro tasche? Luigi Ferradini, Pierluigi Brotini Gruppo "Obiettivo Comune"
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