Il Tirreno

Montecatini

Acqua pubblica, i Comuni non fanno nulla

Il Comitato della Valdinievole chiede consigli aperti ai cittadini

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 MARGINE COPERTA. Nei locali del circolo Arci si è svolta un'assemblea informativa promossa dal Comitato della Valdinievole per l'acqua e i beni comuni. Tommaso Fattori e Colin Du Liege, del forum Toscano dei Movimenti per l'acqua, hanno lanciato un appello rivolto ai 27 milioni di Italiani che il 12 e 13 giugno si sono recati alle urne per dire no al profitto sulla gestione dell'acqua pubblica. «La legge è dalla nostra parte - ha detto Tommaso Fattori - anche perché la Corte Costituzionale ha convalidato i risultati e la formulazione dei quesiti referendari».  «E comunque - ha sostenuto Colin Du Liege - a partire dal 2012 promuoveremo una serie di ricorsi legali per ottenere la diminuzione delle tariffe, ma abbiamo bisogno del sostegno e della collaborazione dei cittadini».  A livello locale è stata sottolineata la delusione dovuta all'approvazione di un ordine del giorno promosso dal gestore dell'Ato 2 Acque Spa, e votato con voto unanime da tutti i sindaci dell'Ato, e quindi anche della Valdinievole, il 25 luglio. «In pratica - è stato sottolineato - tale delibera invitava i rappresentanti dell'Ato 2 a non tenere conto dell'esito referendario». E del resto, ha ribadito Fattori, anche la proposta della Regione Toscana di costituire un grande e unico Ato regionale «va in favore dei poteri forti costituiti dal gruppo Acea e Suez. Questa soluzione non aiuta i cittadini che non avranno la possibilità, in sede locale, di interloquire con il gestore privato che opera nel territorio, anche perché l'authority non è in grado di controllare. Inoltre assistiamo a un vero e proprio paradosso costituito dal fatto che gli investimenti non li possono fare solo con l'introito delle tariffe, per cui nella pratica accade che la Regione corre economicamente in soccorso attraverso la fiscalità generale. E nei confronti del gestore privato questo rappresenta un doppio guadagno: da una parte la remunerazione del capitale, dall'altra il sostegno del pubblico».  Colin Du Liege ha sottolineato che Acque Spa, che gestisce l'Ato 2, «negli ultimi 5 anni ha avuto un utile di ben 45 milioni di euro, e questo spiega perché il gruppo Acea ha finanziato il comitato del no durante la campagna referendaria».  Nella serata ha trovato spazio anche una polemica nei confronti dell'amministrazione comunale di Montecatini, rea di «aver deliberato, con delibera numero 40 del 25 maggio 2010, in aperta campagna per la raccolta delle firme per il referendum sull'acqua, la modifica al piano investimenti con il gestore privato. Approvando così la remunerazione del capitale investito che, a partire dal 2010, raggiungerà progressivamente, fino al 2019 (anno in cui scadrà la gestione e la convenzione con i francesi di Acque Toscane), la quota del 104,70%. In parole povere questo provvedimento peserà sulle tasche dei montecatinesi che vedranno aumentare le tariffe dell'acqua ogni anno».  La serata si è conclusa con un appello rivolto a tutti i consiglieri, assessori e sindaci della Valdinievole (assenti al dibattito) a promuovere consigli comunali aperti per un confronto con i cittadini e il Comitato dell'acqua, a cominciare dai comuno di Montecatini, Pescia, Borgo e Ponte Buggianese. Nel frattempo il Comitato proseguirà con altre assemblee per informare i cittadini e stimolare le istituzioni a un confronto aperto. Il possimo appuntamento è per mercoledì 23, alle 21, al circolo Arci di Molin Nuovo a Chiesina Uzzanese.

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