Il Tirreno

Montecatini

Niente più istruttore per bambini affetti da problemi motori

Istruttore a un corso di nuoto per disabili in una piscina pubblica
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Istruttore a un corso di nuoto per disabili in una piscina pubblica

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 MONTECATINI. «E' inaccettabile che in un paese civile possa essere tollerato quanto sta accadendo alla piscina comunale». Sono amareggiate le mamme di alcuni bambini con problemi di deambulazione, autismo, disabilità più o meno marcata.  Il motivo? Adele, la madre di un ragazzino con grandi e vivaci occhi azzurri, non si fa pregare nel rispondere: «Mio figlio, al pari di tanti altri bisognosi di terapie acquatiche, fondamentali per i loro problemi psico-motori, quest'ann, non può più ricevere l'assistenza adeguata nella piscina comunale. Quando a ottobre sono andata per segnarlo ai corsi, mi hanno invitato a pagarmi un istruttore privato, al costo di 25 euro a lezione. In alternativa potevo segnare mio figlio ai corsi liberi. Ma lui non può stare con i bimbi che non hanno problemi. Dopo due lezioni l'ho tolto».  Paolo Biagini è l'istruttore che per anni ha seguito questi soggetti portatori di handicap ma dal 17 settembre scorso non ha più un contratto con l'attuale gestione della piscina (attualmente è a Pescia). E' amareggiato per la situazione in cui si sono venuti a trovare i "suoi" ragazzi. «Molti dei miei allievi, che seguivo perché specializzato nel recupero di soggetti con problematiche psichiche e motorie - racconta - mi hanno raggiunto a Pescia, con non pochi disagi. Alcuni so che cercano di affrontare le spese privatamente, altri mi hanno rintracciato chiedendomi di aiutarli nei loro disagi. Ho tanta amarezza nel cuore, perché conosco i problemi di questi ragazzi. Stare nei gruppi liberi mortifica le loro capacità, li costringe a rinunciare a una terapia che invece li fa stare meglio. Si affidano all'istruttore come a un padre. Questa novità di non avere più un punto di riferimento, come erano i corsi collettivi e adeguati alle loro modalità di espressione, ne evidenzia le difficoltà.Faccio solo un sempio: quello di una bimba affetta da distrofia muscolare progressiva, seguita in piscina da 12 anni, il cui padre è stato costretto a condurla allo stabilimento Redi, facendo lui funzione di assistente-istruttore».

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