Il Tirreno

Montecatini

Sesso in hotel durante il lavoro, ex impiegata rivuole il posto e 15mila euro di risarcimento

Licenziata dopo gli incontri hard chiede i danni all'amministrazione

Pietro Barghigiani
La sede del Comune di Monsummano
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La sede del Comune di Monsummano

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 MONSUMMANO. Licenziata dopo aver patteggiato 10 mesi per truffa aggravata e continuata in concorso con l'ispettore dei vigili urbani con cui si incontrava in un hotel durante l'orario di ufficio, l'ex dipendente dell'ufficio contravvenzioni ha fatto causa al Comune per tornare al suo posto di lavoro. Oltre al reintegro in organico chiede anche 15mila euro di danni all'ente che l'ha messa alla porta e che ora, a suo dire, dovrebbe riassumerla. È la storia degli amanti di Monsummano venuta alla luce nel settembre 2010 e chiusa con un patteggiamento nel dicembre di un anno fa. L'ex ispettore, di 63 anni, finito agli arresti domiciliari, definì la sua posizione con un anno e 4 mesi. L'allora impiegata, nei cui confronti scattò un obbligo di dimora, uscì di scena con una pena di 10 mesi.  A entrambi (omettiamo le generalità per la delicatezza delle circostanze) fu concessa la sospensione condizionale. Il sottufficiale della polizia municipale, prossimo alla pensione, scelse di dimettersi dopo aver restituito parte dei soldi sotto forma di risarcimento al municipio. La donna venne licenziata. E ora attraverso l'avvocato Laura Rinaldi chiede al Tribunale civile di Pistoia, sezione lavoro, «l'annullamento della sanzione del licenziamento disciplinare senza preavviso comminata dall'amministrazione e conseguentemente la condannare del Comune alla reintegra nel proprio posto di lavoro nonché al risarcimento del danno quantificato in 15mila euro oltre interessi e rivalutazione monetaria». L'amministrazione si è affidata all'avvocato Massimo Brancoli.  I carabinieri, dopo aver ricevuto una serie di circostanziate lettere anonime, scoprirono la tresca amorosa tra i due dipendenti pubblici. L'ex ispettore e l'addetta all'ufficio contravvenzioni figuravano in ufficio dopo aver timbrato il cartellino anche se poi si davano appuntamento in un hotel di Serravalle dove a volte arrivavano anche con auto del Comune. Per gli investigatori sarebbero stati almeno un centinaio gli allontanamenti in orario di servizio addebitati all'uomo. Una ventina quelli imputati alla donna.  Secondo gli investigatori i rendez-vous sarebbero risaliti almeno al 2005. Verificando le presenze formali in ufficio con quelle reali nell'albergo di Serravalle dove si consumavano i rapporti, i carabinieri scoprirono lampanti sovrapposizioni durante l'orario di lavoro. Seguirono le misure cautelari, il patteggiamento e l'addio al posto di lavoro. Che ora l'ex l'impiegata reclama chiedendo pure i danni al Comune.

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di Redazione web