Sicurezza
«Gli amministratori scendano in piazza»
Fabrizio Conforti Assessore alla sanità, Pescia
L'assessore Conforti invita alla mobilitazione per difendere l'ospedale
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Il recente piano Asl sugli assetti sanitari del territorio crea profonda preoccupazione. Parla di "riorganizzare" ma, in realtà, propone solo tagli a senso unico dalle strutture periferiche a vantaggio esclusivo di Pistoia. Nel capoluogo, infatti, si dovrebbe aprire, nell'estate 2013, un nuovo ospedale i cui costi, però, potranno essere sostenuti solo se lavorerà ogni giorno al massimo delle sue potenzialità, 24 ore su 24, senza tempi morti. Questo potrà avvenire solo concentrandovi al massimo servizi e funzioni, che dovranno necessariamente essere sottratti alle strutture periferiche. Così si pensa a chiudere la chirurgia a San Marcello, e, per Pescia, si prevede una nuova drammatica tappa con la soppressione del reparto di pediatria e, conseguentemente, del punto nascita e ginecologia di secondo livello, oltre alla riduzione drastica di molti altri servizi. Purtroppo, abbiamo avuto ragione da sempre, fin dal primo momento in cui si è cominciato a parlare di un nuovo ospedale in Valdinievole, e noi abbiamo denunciato il pericolo nascosto dietro questa idea. Il nuovo ospedale, per cui non esiste a oggi nessuna posta concreta da cui partire, tanto meno da parte della Regione, appare sempre più come un falso obiettivo dietro cui esiste il disegno preciso di sottrarre risorse e investimenti dalla nostra struttura per sostenere il futuro nuovo ospedale di Pistoia. I fatti sono li a dimostrarlo e, dunque, l'unico obiettivo serio e responsabile pare oggi impegnarsi sul nostro ospedale attuale pretendendo, senza indugi, che siano mantenuti gli impegni presi ripetutamente da Asl e Regione (primo fra tutti i lavori al pronto soccorso), perché la struttura continui a svolgere il proprio ruolo a sostegno dei bisogni di tutto il territorio, come ha sempre fatto fino a oggi e come lo stesso governatore Rossi ha riconosciuto. Appare allora utile, seppure tardivo il documento di protesta firmato dagli amministratori della Valdinievole contro il piano Asl, ma ora occorre un salto di qualità. In altre realtà toscane (Lunigiana, Isola d'Elba, Val di Cecina) gli amministratori non hanno esitato un attimo a scendere in piazza a fianco della gente per difendere i propri ospedali. L'amministrazione di Pescia lo ha già fatto a maggio, con grande partecipazione popolare, ma ora si richiede un impegno più generale di tutto il territorio. Occorre creare un fronte coeso e trasversale fra tutti i Comuni per combattere una battaglia di civiltà, che deve andare oltre ogni schieramento di parte, perché si tratta di salvaguardare un bene collettivo di inestimabile valore, il diritto alla salute, di cui il nostro ospedale è ormai il simbolo primario e irrinunciabile.
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