Sicurezza
Dobbiamo educare non solo costruire campi
Fabrizio Falasca
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Si può mettere sullo stesso piano l'iniziativa Stragiochiamo con la costruzione di un campo di calcetto, come ha fatto Alternativa? Secondo me no. Stragiochiamo fa parte di un progetto educativo per i ragazzi che all'interno dei tre giorni (quanto dura l'evento), vivono valori come lealtà, rispetto delle regole, solidarietà, appartenenza al gruppo, facendo ciò che a loro più piace: giocare. Insieme a tutto ciò qualcuno dimentica che, con la pratica dell'orienteering, i ragazzi vanno alla ricerca di particolari nei luoghi dove vivono, scoprendo cose che non conoscevano, tutto per valorizzare e promuovere il territorio. Per questo l'evento si realizza nelle piazze, nelle strade e nei centri storici. Tutto questo è realizzato dalla "Gio e Sport", ragazzi professionalmente validi, laureati in scienze motorie e così via, che fanno di tutto questo il loro lavoro, con ottimi risultati. Il loro è un progetto unico in Italia. Il costo per il 70% è per il progetto e per il loro lavoro, il 30% va nei rimborsi spese. I ragazzi, e questo è difficile spiegarlo a chi non partecipa e poi critica, fanno un'esperienza di vita straordinaria. E se a quei 200 ragazzi che a settembre con i loro genitori hanno partecipato alla manifestazione si chiedesse "Perché Stragiochiamo?", non ci sarebbe bisogno di scrivere certe cose. Costruire un campo di calcetto ha dei costi alti, non paragonabili con quelli menzionati, e con i patti di stabilità di oggi è molto difficile realizzarli. Proprio per queste problematiche avevamo a luglio presentato un progetto alla Fondazione Cassa di Risparmio, nel bando annuale, che prevedeva acquisto e gestione di attrezzature, sportive e non, per ragazzi, che nel periodo estivo avrebbero potuto usarle. Concludo dicendo che difendo queste iniziative perché leggo la felicità negli occhi dei ragazzi e delle loro famiglie quando partecipano. E questo è di quanto più bello un amministratore possa provare. Per il resto ripeto che noi siamo chiamati non solo a costruire campi, scuole e così via, ma anche a costruire nuove generazioni e pochi lo fanno oggi. Quest'iniziativa prova a farlo. Oggi più di prima c'è bisogno di questo, viviamo nell'individualismo più completo, neanche più con i nostri figli riusciamo a dialogare, tanta è la fretta. Bruciamo tutto in modo spaventosamente rapido. Ecco, forse, e non parlo di Stragiochiamo, sarebbe bello che tutti pensassimo un po' di più a ciò che ci lascia un ricordo, un'emozione vissuta, magari insieme ad altri, e meno alle cose materiali.
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