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Il documento è indispensabile per poter aderire al progetto e secondo la legge regionale non va pagato

Servizio civile: il mistero degli esami

Francesca Maltagliati
Il servizio civile rappresenta una risorsa fondamentale per molte associazini di volontariato
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Il servizio civile rappresenta una risorsa fondamentale per molte associazini di volontariato

Molti medici hanno fatto pagare i certificati che dovevano essere gratuiti

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 PESCIA. Alcuni pagano, altri, giustamente, no. E la storia va avanti da tempo. È proprio un "affare strano" quello che riguarda il servizio civile, almeno in Valdinievole.  Infatti, secondo una nostra indagine, alcuni dei ragazzi scelti per fare il servizio civile hanno dovuto pagare per avere il certificato di idoneità sanitaria (che è obbligatorio), altri no. Il perché di questa differenza è difficile da capire.  Il certificato, nella maggior parte dei casi, viene rilasciato dal medico di famiglia. Il punto è che lo stesso certificato, rilasciato da due medici diversi (ma, stando ad alcune segnalazioni, a volte anche dallo stesso medico) in alcuni casi è stato fatto gratis, e in altri no, e con tariffe diverse. A confermarlo sono gli stessi ragazzi che fanno il servizio civile.  Andiamo a vedere alcuni casi. All'associazione per la pace Irene di Pescia, su quattro volontari due hanno dovuto pagare 30 euro per avere il certificato, altri due lo hanno avuto gratis. Stessa cosa alla Misericordia di Uzzano, dove il responsabile del servizio civile dice che un ragazzo, addirittura, si è visto chiedere dal proprio medico 150 euro per il certificato (che alla fine non ha ottenuto perché si è rifiutato di pagare).  Alla Misericordia di Monsummano troviamo due ragazze che stanno facendo il loro turno, entrambe volontarie del servizio civile. Una, entrata alla Misericordia l'anno scorso, ha pagato 25 euro, l'altra niente. Alla Pubblica Assistenza Avis di Borgo a Buggiano, invece, la ragazza con cui parliamo ci dice di aver dovuto pagare 50 euro, l'anno passato, per poter avere il certificato.  La domanda, a questo punto, è spontanea: c'è una regola da seguire o il pagamento (e la tariffa) sono a discrezione del medico? In una circolare della Regione Toscana (del marzo 2008) «si conferma che la Regione garantisce ai giovani in Servizio Civile l'accesso gratuito alle prestazioni necessarie per la tutela della salute» e fra queste prestazioni vengono elencate «l'assistenza sanitaria di base, l'accesso gratuito alle certificazioni di idoneità e l'accesso gratuito alle prestazioni sanitarie previste nei livelli essenziali di assistenza per tutto il periodo di durata del servizio stesso».  A quanto pare però non tutti seguono queste disposizioni, con una gran confusione, a scapito dei giovani e delle associazioni che fanno affidamento su di loro.

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