Sicurezza
«Pronti a costituirci parte civile»
Luca Signorini
Maestre indagate: avrebbero usato metodi severi
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MONSUMMANO. «Le cinque persone coinvolte nelle indagini non sono nostre dipendenti, ma dello Stato. Come Comune, se i fatti dovessero risultare per ciò che appaiono, potremmo valutare la partecipazione a un eventuale processo come parte civile»: così il sindaco Rinaldo Vanni commenta la vicenda che vede coinvolte quattro maestre (3 annuali e una di ruolo) e una bidella di una scuola dell'infanzia monsummanese. Le cinque donne sono indagate per presunto «esercizio abusivo delle attività didattiche». Le insegnanti avrebbero utilizzato metodi di educazione troppo forti, e la bidella avrebbe svolto il suo lavoro in modo eccessivamente energico. L'inchiesta è partita dopo alcune segnalazioni dei genitori, arrivate ai carabinieri durante lo scorso anno scolastico. Gli elementi chiave dell'indagine sarebbero due: la perizia di uno psicologo incaricato dalla Procura, che in quattro bambini (di 3 e 4 anni) avrebbe accertato disturbi del sonno, iperattività e stato d'ansia. E le microtelecamere (installate dal febbraio al maggio scorsi) nelle cui registrazioni comparirebbe una bambina rinchiusa per alcuni istanti in uno sgabuzzino buio. Intanto le cinque dipendenti sono già state trasferite dalla scuola monsummanese. «Non posso esprimere giudizi fino alla chiusura delle indagini - dice il dirigente scolastico Vito Pace - non ho letto gli atti e nel solo filmato che ho visto un bambino è tenuto pochissimi secondi nello sgabuzzino. Io credo che la cosa fosse al limite della regolarità. I genitori non sono mai venuti da me a lamentarsi, nessuna maestra ha mai fatto presente gli episodi e io non posso controllare tutte le sei scuole e i 1.200 alunni del mio istituto. Queste, se ci sono, sono responsabilità soggettive». «Noi possiamo solo rammaricarci della vicenda - riprende il sindaco Vanni - non possiamo intervenire. È comunque fuori luogo qualsiasi accostamento a fatti più gravi (come il caso dell'asilo Cip e Ciop a Pistoia ndr), la mia indignazione è come cittadino e rappresentante di una collettività. Il Comune non è coinvolto se non da un punto di vista morale. Voglio però esprimere solidarietà e rispetto al resto del personale scolastico che per esperienza diretta svolge un lavoro encomiabile». La situazione si è comunque normalizzata con il trasferimento delle maestre e della bidella, e con «le attuali insegnanti che stanno cercando di riguadagnarsi la fiducia dei genitori», chiude il preside Pace.
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